Grok, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da xAI, l’azienda di Elon Musk, sarebbe stato impiegato dal Pentagono nell’ambito di operazioni militari americane contro l’Iran. A rivelarlo è un documento depositato in tribunale negli Stati Uniti, una dichiarazione giurata firmata da un alto funzionario della Difesa che parla apertamente di un utilizzo riuscito della tecnologia in contesti delicatissimi.
La cosa non sorprende fino in fondo. Quando Anthropic ha provato a tirarsi indietro rispetto a un impiego militare delle proprie tecnologie, era abbastanza prevedibile che il Pentagono trovasse in fretta un’alternativa altrettanto valida. E così è andata, almeno stando a quanto emerge dalle carte processuali finite sotto i riflettori nelle ultime ore.
Cosa dice il documento depositato in tribunale
La firma in calce alla dichiarazione appartiene a Cameron Stanley, responsabile dell’ufficio digitale e per l’intelligenza artificiale del Dipartimento della Difesa statunitense. Nel testo si legge che il modello Grok sarebbe stato utilizzato con successo nel corso delle operazioni condotte dagli Stati Uniti nei confronti dell’Iran. Una conferma diretta, messa nero su bianco, che lega in modo esplicito la creatura di Musk a scenari di sicurezza nazionale.
Il documento, a quanto pare, è stato presentato per rafforzare la posizione di xAI in una controversia legale che riguarda alcuni data center dell’azienda. In altre parole, la dichiarazione non nasce per fare annunci roboanti sull’uso militare della tecnologia, ma serve a sostenere gli interessi della società in un contenzioso ben preciso. Il dettaglio sull’Iran, però, è arrivato comunque alla luce.
Perché Grok è considerato strategico per la Difesa
Nel testo della dichiarazione, Stanley sottolinea un punto che pesa parecchio. Secondo lui Grok rientra tra i pochi modelli oggi capaci di supportare applicazioni legate alla sicurezza nazionale e operazioni considerate mission critical, ossia attività in cui un errore o un malfunzionamento può avere conseguenze gravissime. E parliamo di ambienti classificati come top secret, quindi il livello di riservatezza è il massimo possibile.
Questo passaggio racconta molto del posizionamento che l’azienda di Elon Musk sta costruendo. Non si tratta soltanto di un assistente conversazionale o di uno strumento per il grande pubblico. La dichiarazione del funzionario inquadra Grok come una tecnologia ritenuta affidabile abbastanza da operare laddove i margini di tolleranza sono praticamente nulli, in contesti dove la posta in gioco è altissima.
Il riferimento alle operazioni contro l’Iran resta il cuore della vicenda. Un alto funzionario del Dipartimento della Difesa che mette la firma su una dichiarazione giurata, citando l’impiego concreto di un modello commerciale in un’azione militare reale, è un fatto che difficilmente passa inosservato. Tanto più perché emerge non da un comunicato ufficiale, ma da un fascicolo legato a una disputa sui data center.