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Googlebook, aggiornamento di novembre con 31 correzioni e novità

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A poco più di un mese dal debutto sul mercato, Google ha iniziato a distribuire il primo grande aggiornamento di novembre per Googlebook, un pacchetto che mette sul piatto 31 tra correzioni e miglioramenti. L’azienda lo descrive come un rilascio pensato per sistemare numerosi bug, rendere il sistema più stabile e aggiornare il firmware dei vari modelli. Gli interventi toccano sette aree diverse. Prima arrivano le novità valide per tutti, poi quelle dedicate ai singoli dispositivi, con HP e Dell XPS che fanno la parte del leone: otto modifiche per il primo e nove per il secondo.

Si parte dalla sicurezza, perché tutti i Googlebook ricevono le patch più recenti. Sul fronte dell’interfaccia ci sono ritocchi piccoli ma molto concreti. Le battute sulla tastiera vengono finalmente registrate in modo affidabile quando si digita password o PIN nella schermata di blocco subito dopo aver risvegliato il portatile o sollevato lo schermo. Sparisce la notifica superflua che compariva copiando file nell’app File, mentre l’app Wallpaper & Style non dovrebbe più bloccarsi o chiudersi durante la scelta degli sfondi. Nelle Impostazioni la voce Suggerimenti e assistenza ora apre il Centro assistenza ufficiale di Googlebook e la tastiera fisica viene indicata come “Built in Keyboard”.

Googlebook: schermi esterni, audio e Bluetooth, le novità per HP e Dell XPS

Alcune migliorie riguardano modelli specifici. Su Acer Googlebook 14 tastiera e touchpad rispondono meglio dopo aver piegato il portatile in modalità tablet o tenda e averlo riportato alla forma classica, mentre Dell XPS Googlebook 13 guadagna un touch più reattivo e affidabile. Per tutti c’è più stabilità in Zoom quando si usano sfocatura dello sfondo, sfondi virtuali, filtri video o avatar 3D. Scollegando due monitor esterni, inoltre, lo sfondo non finisce più per coprire il display integrato nascondendo barra delle applicazioni e icone.

Il grosso del lavoro però si concentra su HP Googlebook 14 e sul modello Dell. Risolto il problema dei video protetti da DRM, come quelli di Netflix, che su un monitor esterno a volte mostravano uno schermo nero mentre l’audio continuava. Stesso discorso per lo schermo che si oscurava dopo aver messo in pausa un contenuto protetto per più di 5 secondi. Sistemato anche un crash del driver video che poteva far riavviare il portatile staccando un hub USB C o una configurazione multimonitor collegata in cascata via DisplayPort. Sparisce infine il calo improvviso della retroilluminazione con i video HDR/HLG a 60 FPS in ambienti interni, un difetto che portava con sé colori dell’interfaccia sovrasaturi e sfarfallii.

Passando all’audio, i mouse Bluetooth Low Energy si ricollegano da soli dopo il riavvio e i microfoni USB esterni, tra cui Focusrite Scarlett ed Elgato Wave, non soffrono più del problema di buffering che in certi casi impediva di registrare. Su HP e Dell migliora il percorso dell’audio Bluetooth, eliminando il fastidioso ritardo tra labiale e immagine guardando video su YouTube con cuffie o auricolari, e gli apparecchi acustici ASHA possono ora essere scelti come uscita al posto degli altoparlanti integrati.

Prestazioni, kernel e terminale Linux

Sul piano delle prestazioni il browser regge meglio i carichi con tantissime schede aperte e i servizi in background legati al WiFi sono più stabili. Su Acer Googlebook 14, ASUS Googlebook 14 e Lenovo Googlebook 15 l’intelligenza artificiale locale consuma meno memoria, con benefici sul multitasking delle versioni da 16GB, e arrivano correzioni per il kernel Linux 6.18. HP e Dell vedono risolto un difetto nell’installazione del firmware che faceva tornare alcuni dispositivi a quello di fabbrica, con riavvii inattesi, mentre il loro kernel Linux 6.12 riceve le patch di sicurezza di Android 16, correzioni per DisplayPort via USB C e per i crash in sospensione, oltre al supporto alla protezione HDCP 1.x su DisplayPort Multi Stream.

Anche il terminale Linux, ancora in beta, viene ritoccato. Le interfacce con Antigravity sono più affidabili, le sessioni restano attive all’uscita dalla sospensione e passando da una scheda all’altra, le porte TCP inoltrate, comprese le connessioni SSH sulla porta 2222, non cadono più durante aggiornamenti rapidi o aprendo e chiudendo più processi. Un clic su una scheda inattiva non la chiude più per errore e gli aggiornamenti di sistema rinnovano i file di configurazione della macchina virtuale senza azzerare lo spazio Linux né cancellare le impostazioni personalizzate del server OpenSSH. Il registro di sistema è stato blindato così che battute e output della console non finiscano mai nei log diagnostici. Sul fronte dell’affidabilità degli aggiornamenti, infine, Google ha corretto un problema di priorità degli slot di avvio che poteva intrappolare il dispositivo in un ciclo di riavvii continui se un aggiornamento veniva interrotto.

Fonte: TecnoAndroid

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