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Gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno facendo crescere in modo netto le ricerche su Google. A sostenerlo è Alphabet, la società madre del gruppo, che ha legato proprio all’AI l’aumento delle interrogazioni registrato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è emerso durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre 2026, un appuntamento che gli osservatori attendevano anche per capire se la scommessa sull’intelligenza artificiale stesse cominciando a ripagare. Stando ai numeri diffusi dall’azienda, la risposta sembra andare in quella direzione.
Sundar Pichai e la crescita delle ricerche
A mettere l’accento sul legame tra AI e motore di ricerca è stato direttamente Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, con una dichiarazione piuttosto chiara. “I nostri investimenti nell’intelligenza artificiale stanno trainando la crescita complessiva delle query su Search, comprese quelle commerciali” ha spiegato il manager. E ha aggiunto un dettaglio che pesa parecchio: “Il nostro tasso di crescita delle query su base annua è il più alto degli ultimi cinque anni”.
Il riferimento alle query commerciali non è affatto secondario. Si tratta delle ricerche legate in qualche modo all’acquisto di prodotti o servizi, quelle che per un motore di ricerca hanno il valore economico più rilevante. Il fatto che anche questa fascia di interrogazioni stia aumentando suggerisce che l’arrivo dell’intelligenza artificiale non abbia allontanato gli utenti dalla ricerca tradizionale. Anzi, secondo quanto riferito dall’azienda, li avrebbe spinti a usarla di più. Per Google il punto è delicato. La ricerca resta il cuore del suo modello di business e ogni segnale di crescita in quell’area viene letto con grande attenzione dal mercato. Vedere il ritmo delle interrogazioni toccare il livello più alto dell’ultimo quinquennio è un messaggio che Alphabet ha voluto mettere in primo piano.
I conti di Alphabet nel terzo trimestre 2026
Passando ai numeri, i ricavi consolidati di Alphabet nel trimestre hanno raggiunto i 127,6 miliardi di dollari, pari a circa 110 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la crescita è del 25%, un balzo consistente per un gruppo di queste dimensioni.
Il segmento che comprende Google Search e le altre attività collegate ha registrato un incremento del 12% su base annua. Una progressione più contenuta rispetto al dato complessivo, ma comunque significativa se si considera che si parla dell’area storicamente più solida e matura dell’intero gruppo.
A correre davvero è stato però Google Cloud. I ricavi della divisione dedicata ai servizi in cloud sono più che raddoppiati, con un aumento del 103% rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 30,7 miliardi di dollari, ovvero circa 26 miliardi di euro. È il numero che più di tutti salta all’occhio scorrendo il bilancio trimestrale. Messi insieme, questi dati raccontano un’azienda che sta raccogliendo i frutti su più fronti. Da una parte il motore di ricerca, che secondo Pichai beneficia direttamente delle novità basate sull’intelligenza artificiale e continua a crescere sia in termini di query sia di ricavi. Dall’altra il cloud, che con un incremento superiore al 100% si conferma come il comparto più dinamico del gruppo nel trimestre appena chiuso.
Il quadro complessivo vede quindi Alphabet chiudere il terzo trimestre 2026 con ricavi in salita del 25%, la ricerca in aumento del 12% e la divisione cloud più che raddoppiata a 30,7 miliardi di dollari.
Fonte: TecnoAndroid


