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Google Pixel 11 Pro, con la permuta si risparmiano fino a 980 euro

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Chi sta pensando di cambiare telefono farebbe bene a guardare cosa succede sul Google Store con Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, perché la permuta dell’usato in fase di lancio arriva a valere fino a 980 euro. Una cifra che, sui listini dei nuovi top di gamma, cambia parecchio le carte in tavola. La promozione accompagna il debutto della nuova famiglia Pixel, presentata da Google insieme agli altri modelli della serie, pieghevole compreso, ma è sui due modelli Pro che il bonus diventa davvero interessante.

La meccanica è semplice e ricalca quella già vista lo scorso anno con i predecessori. Fino al 1° settembre 2026 chi acquista uno dei due smartphone e consegna un dispositivo idoneo riceve un rimborso che può toccare i 980 euro, grazie a un buono extra da 400 euro incluso nel conteggio. Tradotto: 400 euro è il pavimento della valutazione. Basta che l’usato abbia un valore superiore allo zero per salire, fino ad arrivare al tetto massimo.

Quanto si risparmia davvero con la permuta

I listini ufficiali italiani partono da 1199 euro per Pixel 11 Pro nella configurazione da 12 GB di RAM e 256 GB di memoria, si passa a 1329 euro per la versione da 16 GB e 512 GB e si arriva a 1589 euro per il taglio da 16 GB con 1 TB. Il fratello maggiore costa di più: 1399 euro per 12 GB e 256 GB, 1529 euro per 16 GB e 512 GB, 1789 euro per la variante da 1 TB.

Con la valutazione massima il conto cambia in modo netto. Pixel 11 Pro può scendere a 219 euro, mentre Pixel 11 Pro XL parte da 419 euro. Vengono accettati non solo dispositivi Google, ma anche smartphone di altri produttori come Samsung, Apple, OnePlus e Xiaomi. Ovviamente le cifre variano in base a condizioni, anno di uscita e configurazione del telefono consegnato, quindi conviene fare una simulazione prima di procedere con il preordine.

Cosa cambia tra Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL

Sotto la scocca i due condividono parecchio con il modello base. Il cuore è il SoC Tensor G6 affiancato dal chip di sicurezza Titan M3, con le stesse combinazioni di memoria già citate. Le differenze si sentono altrove, a partire dal display: i Pro montano un pannello Super Actua OLED LTPO capace di scendere fino a 1 Hz per risparmiare batteria e di toccare i 3.600 nit di picco. Su Pixel 11 Pro la diagonale resta da 6,3 pollici, con risoluzione 2856×1280 pixel.

Il comparto fotografico è l’altro terreno di distinzione. Sul retro trovano posto tre sensori: il principale da 50 MP, un ultra grandangolare da 48 MP e un teleobiettivo periscopico da 48 MP con zoom ottico 5x, che arriva fino a 120x combinando le tecnologie digitali. Davanti c’è una fotocamera da 42 MP, numeri che nel segmento non passano inosservati.

Chi vuole di più in termini di dimensioni guarda a Pixel 11 Pro XL, che cresce fino a 6,8 pollici con risoluzione 2992×1344 pixel, mantenendo la frequenza di aggiornamento adattiva da 1 a 120 Hz e la stessa luminosità di picco. La batteria sale a 5115 mAh e la ricarica diventa più veloce, fino a 45 W. Non è una rivoluzione rispetto al modello standard, ma per chi tiene il telefono acceso tutto il giorno la differenza si nota.

Il supporto software resta il punto di forza

Su tutta la gamma Google conferma la politica di 7 anni di aggiornamenti, che comprende nuove versioni di Android, i Pixel Drop periodici e le patch di sicurezza. È un aspetto che pesa nel calcolo del valore nel tempo, soprattutto per chi tende a tenere lo stesso smartphone a lungo prima di passare al modello successivo.

Le offerte di lancio con la supervalutazione dell’usato sono attive sul Google Store in fase di preordine per entrambi i modelli Pro, con la finestra promozionale che si chiude il 1° settembre 2026.

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