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Google Pixel 10: cosa è emerso sul Tensor G5?
Una situazione difficile da spiegare senza addentrarsi nei dettagli tecnici. Il chip grafico scelto da Google è la PowerVR DXT-48-1536. Una soluzione che, almeno sulla carta, offre caratteristiche interessanti: compatibilità con Vulkan 1.3, supporto al ray tracing a livello hardware e una capacità di calcolo teorica che raggiunge 1,5 TFLOPS a 1 GHz. Numeri che dovrebbero garantire prestazioni competitive, soprattutto in uno smartphone di fascia alta.
La realtà racconta però una storia diversa. Il Pixel 10 Pro, sottoposto al benchmark di Geekbench, ha ottenuto appena 3.707 punti. Una cifra non solo inferiore al Pixel 9 Pro, che raggiungeva 9.023 punti, ma anche distante dai 26.000 e oltre del Galaxy S25. E non è tutto. Alcuni utenti hanno analizzato più da vicino il comportamento della GPU e hanno scoperto un dettaglio sorprendente. La frequenza operativa sembra bloccata a 396 MHz, anche nei momenti di massimo carico. Ben lontana, dunque, dal gigahertz dichiarato come frequenza massima. Tale vincolo rende il Pixel 10 incapace di competere persino con molti modelli di fascia media. Lasciando la sensazione che il problema non sia nell’hardware in sé, ma nel modo in cui è stato gestito.
Una delle ipotesi più accreditate riguarda i driver. Google avrebbe equipaggiato i Pixel 10 con la versione 24.3, quando Imagination Technologies aveva già distribuito la 25.1. Se davvero l’origine del problema è da ricondurre a software non aggiornato, resta da capire quando Google interverrà. Seguendo lo schema delle scorse generazioni, è probabile che la correzione arrivi con una beta di Android 16, per poi entrare stabilmente nel Feature Drop di dicembre.










