Che i chip di memoria scarseggino non è più una notizia capace di sorprendere qualcuno, ormai. Eppure nell’aria si respira qualcosa di diverso rispetto a poche settimane fa, una sorta di tensione che prima non c’era. L’ultima indiscrezione lo conferma e tira in ballo nientemeno che Google, che starebbe valutando la possibilità di rifornirsi di memorie dalla cinese CXMT. Un’eventualità che, se confermata, scuoterebbe non poco il mercato.
Il punto è proprio questo. La filiera delle memorie è da sempre dominata da pochissimi nomi, e l’idea che un colosso come Google possa guardare altrove, verso un produttore emergente, racconta meglio di mille parole quanto sia diventata complicata la situazione. Non è un dettaglio da poco. Significa che la pressione sui costi e sulla disponibilità ha raggiunto livelli tali da spingere le grandi aziende a cercare alternative che fino a ieri non erano nemmeno sul tavolo.
Googl, una mossa contro il dominio dei tre big
Il nodo della questione sta tutto in quella che viene chiamata la Big 3, ovvero il terzetto che da anni si spartisce la torta delle memorie: Samsung, SK hynix e Micron. Tre aziende, niente di più. Una concentrazione che ha funzionato finché l’offerta riusciva a stare dietro alla domanda, ma che oggi mostra tutte le sue crepe in un periodo di carenza così marcata.
Ecco perché il nome di CXMT diventa interessante. Si tratta di un produttore cinese ancora giovane, una matricola nel settore, ma proprio per questo capace di rappresentare una possibile via d’uscita per chi cerca di non dipendere esclusivamente dai soliti fornitori. L’indiscrezione, che viene collegata direttamente a Sundar Pichai, parla di una fase di valutazione. Niente di firmato, niente di ufficiale, solo un’ipotesi che però basta a far drizzare le orecchie a chi segue questo mercato.
Cosa potrebbe succedere se l’accordo si concretizzasse
La parte più intrigante riguarda l’effetto a catena. Se davvero Google decidesse di muoversi in questa direzione, l’operazione non resterebbe un caso isolato. Aprirebbe la strada, potenzialmente, a una serie di accordi simili da parte di altri grandi acquirenti, tutti alla ricerca di un modo per smarcarsi dalla rigidità imposta dalla situazione attuale.
In sostanza, rivolgersi a CXMT funzionerebbe come una sorta di assicurazione, una copertura per cautelarsi rispetto agli alti e bassi del mercato controllato dai tre big. Una strategia difensiva, più che un’alleanza ideologica. E in un momento in cui ogni fornitura conta, anche la sola voce di trattative del genere assume un peso specifico notevole.
Va ribadito che, per ora, si parla di una semplice valutazione legata a una indiscrezione. Nulla di confermato dalle parti coinvolte. Resta però significativo il fatto stesso che un’ipotesi del genere venga presa in considerazione, perché racconta quanto la fame di memorie stia ridisegnando le abitudini di acquisto anche dei nomi più grossi del settore tecnologico.