Chi possiede uno smartphone Android recente probabilmente ha notato che l’app AICore di Google può arrivare a occupare una quantità sorprendente di spazio di archiviazione. Dopo mesi di lamentele da parte degli utenti, Google ha finalmente aggiornato la propria pagina di supporto per chiarire il motivo di questo comportamento, e la risposta è tanto semplice quanto spiazzante: è tutto intenzionale.
AICore è l’applicazione di sistema che gestisce e aggiorna i modelli di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo. Parliamo di funzionalità come la sintesi automatica dei testi, gli strumenti di scrittura e la correzione grammaticale, tutte operazioni che vengono eseguite localmente senza dover inviare dati ai server di Google. È un componente fondamentale per chi sfrutta le funzioni di AI on-device sui telefoni Android più recenti.
Perché AICore occupa così tanto spazio
Il punto cruciale, quello che ha fatto storcere il naso a tanti utenti, riguarda la gestione degli aggiornamenti dei modelli AI. Google ha spiegato che AICore conserva temporaneamente sia la versione nuova sia la versione precedente di un modello di intelligenza artificiale. Il motivo è pratico: nel caso in cui l’aggiornamento più recente presenti un errore o un malfunzionamento, il sistema può tornare alla versione precedente senza problemi. Una sorta di rete di sicurezza, insomma.
Questo significa che, durante la fase di aggiornamento, lo spazio occupato può effettivamente raddoppiare rispetto a quello che ci si aspetterebbe. Due copie dello stesso modello AI, una accanto all’altra, inevitabilmente pesano. E chi ha un dispositivo con memoria interna limitata se ne accorge eccome.
Un comportamento voluto, non un bug
La cosa interessante è che per molto tempo questa occupazione anomala di storage è stata percepita come un difetto. Tanti utenti si sono ritrovati a cercare soluzioni, cancellare cache, provare a forzare la chiusura dell’app. E invece Google conferma che il comportamento di AICore è del tutto previsto dal design dell’applicazione. Nessun bug, nessun errore: semplicemente una scelta progettuale pensata per garantire stabilità e continuità delle funzionalità AI anche quando qualcosa va storto con un aggiornamento.
Resta il fatto che per chi utilizza smartphone con 64 o 128 GB di spazio totale, ogni gigabyte conta. E sapere che un’app di sistema può temporaneamente richiedere il doppio dello spazio previsto non è esattamente una notizia entusiasmante. Ma almeno adesso c’è una spiegazione chiara, e gli utenti possono valutare con maggiore consapevolezza come gestire la propria archiviazione interna. Google ha aggiornato la pagina di supporto dedicata ad AICore con queste informazioni, rendendo finalmente trasparente un meccanismo che fino a oggi era rimasto privo di documentazione ufficiale.