Steam sta diventando un terreno scivoloso per chi sceglie di dichiarare l’uso di IA generativa nei propri giochi. Un’analisi indipendente parla chiaro: i titoli che mettono questa etichetta sulla pagina del negozio raccolgono circa il 53% di recensioni in meno rispetto a giochi simili che non la dichiarano. Il numero arriva da Ross Burton, Head of Product and Data di Game Oracle, e si basa su un campione costruito apposta per confrontare prodotti comparabili per publisher, esperienza dello sviluppatore e genere.
Cosa dicono davvero i numeri
Il lavoro prende in esame 9.879 giochi pubblicati su Steam tra gennaio e ottobre 2025, lasciando fuori spam, release puramente commerciali e free-to-play. All’interno di questo gruppo, il 17,9% dei giochi dichiarava l’impiego di IA generativa sulla propria pagina. Qui c’è un dettaglio importante da tenere a mente. Burton usa le recensioni come indicatore della performance commerciale, semplicemente perché Valve non rende pubblici i dati sulle copie vendute. Quindi quel 53% va inteso come calo stimato delle recensioni, non come una perdita secca di vendite. È una sfumatura che cambia parecchio la lettura.
Il report mette in evidenza anche un’altra cosa: la ricezione tende a essere più tiepida. Tra i giochi con almeno 100 recensioni, quelli con l’etichetta IA mostrano un rating mediano inferiore di circa 4 punti percentuali rispetto ai titoli senza etichetta. Un dato che alimenta l’idea di uno stigma percepibile nella reazione degli utenti. Allo stesso tempo, però, non basta da solo a spiegare ogni singolo risultato commerciale di un gioco. Le variabili in campo restano tante.
Da dove nasce l’obbligo di dichiararlo
Tutto parte da una decisione già attiva da tempo sulla piattaforma. Nel gennaio 2024 Valve ha imposto agli sviluppatori l’obbligo di dichiarare l’uso di IA generativa nelle pagine Steam, separando i contenuti pre generati da quelli generati live durante il gameplay. Nel 2026 il modulo è stato reso più chiaro, spostando l’attenzione sui contenuti creati con IA che vengono effettivamente distribuiti o fruiti dai giocatori, e non più sugli strumenti interni utilizzati dietro le quinte. Una precisazione che evita di mettere sotto i riflettori chi usa l’IA solo come supporto produttivo invisibile al pubblico.