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Chi riceve la versione di prova di Gemini Pro insieme a un nuovo smartphone o a un altro dispositivo Google potrebbe pensare di avere tra le mani l’abbonamento completo, solo senza pagarlo per qualche tempo. In realtà le cose stanno un po’ diversamente, perché la prova gratuita porta con sé alcune restrizioni che separano in modo netto chi sta ancora testando il servizio da chi invece ha già messo mano al portafoglio. Alcune di queste differenze sono messe nero su bianco, altre emergono in maniera decisamente più silenziosa.
Del resto il meccanismo delle prove gratuite è ormai un’abitudine consolidata nel mondo della tecnologia e dell’intrattenimento. Le piattaforme di streaming come Netflix, Disney Plus o HBO Max lo fanno da anni, offrendo spesso settimane di accesso senza costi per dare un’idea generale del catalogo e dell’esperienza d’uso. Google segue la stessa logica con il suo piano avanzato dedicato all’intelligenza artificiale, cioè Gemini Pro, uno degli abbonamenti di punta legati al modello proprietario dell’azienda. La differenza è che qui il periodo di prova non replica fedelmente la controparte a pagamento.
Gemini 4 Argon e Antigravity, il limite più evidente
Per capire la portata della questione conviene partire dal piano completo. In Italia l’abbonamento a Google Gemini Pro costa 21,99 euro al mese e comprende anche 5 TB di archiviazione in cloud, una dotazione piuttosto generosa. Chi usufruisce della prova gratuita, però, non ottiene esattamente lo stesso pacchetto. Si tratta di un aspetto rimasto un po’ in sordina, mai dichiarato in modo esplicito dalla società di Mountain View, ma reso evidente dal recentissimo debutto di Gemini 4 Argon, l’ultimo modello AI sviluppato dall’azienda.
La limitazione principale riguarda proprio questo nuovo modello, che risulta escluso da Antigravity per chi sta sfruttando il periodo di prova. Come specificato dalla stessa pagina di supporto di Google, la versione inclusa nella prova gratuita di Gemini Pro viene considerata alla stregua di quella destinata a un utente base. Chi paga regolarmente l’abbonamento, al contrario, può contare su funzionalità esclusive che restano fuori dalla portata degli utenti in prova. Insomma, sulla carta il nome del piano è lo stesso, ma nella pratica l’accesso alle novità più fresche non è affatto garantito.
Niente YouTube Premium Lite e niente cashback sul Google Store
Il secondo vantaggio che manca all’appello è l’iscrizione a YouTube Premium Lite, la formula che permette di guardare i video sulla piattaforma senza interruzioni pubblicitarie e di scaricare contenuti da consultare anche offline. Per gli abbonati paganti questa opzione è inclusa, mentre chi si trova ancora nel periodo gratuito deve farne a meno. In questo caso, va detto a difesa di Google, l’esclusione è chiaramente indicata nei documenti di supporto, dove si legge che «il vantaggio non è disponibile per gli utenti iscritti alla versione di prova di Google Gemini Pro fino alla sua conclusione e conversione nel piano a pagamento». Il servizio si sblocca quindi solo nel momento in cui la prova si trasforma in un abbonamento vero e proprio.
L’ultima differenza riguarda gli acquisti. Il piano completo prevede infatti un cashback del 10% che viene restituito sotto forma di credito da spendere all’interno del Google Store, un piccolo incentivo per chi compra spesso prodotti dell’azienda. Anche questo beneficio però non rientra nella versione di prova di Gemini Pro, che dunque rinuncia sia al nuovo modello Gemini 4 Argon su Antigravity sia all’abbonamento a YouTube Premium Lite, oltre al rimborso del 10% sugli acquisti nello store ufficiale di Google.
Fonte: TecnoAndroid


