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Gemini Notebook arriva come App Connessa dentro l’applicazione di Gemini, un’integrazione che Google ha pensato per rendere più comoda e piacevole la gestione dei propri appunti con l’assistente. Il team di sviluppatori di Mountain View continua a lavorare senza sosta su app e servizi offerti agli utenti, e le tante soluzioni di intelligenza artificiale del colosso americano rientrano ovviamente in questo lavoro di rifinitura costante.
L’idea di fondo è piuttosto lineare. Invece di aprire strumenti diversi e passare da una schermata all’altra, chi usa l’assistente di Google può adesso consultare e organizzare i propri notebook direttamente nelle chat. E lo fa esprimendosi in modo spontaneo, con il linguaggio naturale, senza dover imparare comandi particolari o cercare opzioni nascoste tra i menu.
Come funziona Gemini Notebook all’interno delle chat
Il meccanismo è semplice. Basta scrivere @Gemini Notebook in una conversazione con l’assistente per richiamare l’integrazione e mettersi al lavoro. Da lì diventa possibile creare in pochi istanti nuovi notebook, aggiungere fonti a quelli già esistenti, salvare note importanti oppure recuperare informazioni archiviate in precedenza. Non serve nemmeno ricordarsi ogni volta di citare l’App Connessa in modo esplicito, perché Gemini è in grado di capire da solo quando conviene utilizzarla per i promemoria pertinenti.
Per rendere l’idea, Google ha indicato alcuni casi pratici. Gli utenti possono chiedere all’assistente di creare, modificare o eliminare un notebook, con una richiesta come “Crea un Gemini Notebook sulle tendenze del mercato degli impianti solari”. Si possono poi aggiungere, aggiornare o rimuovere le fonti contenute in un notebook, per esempio con la frase “Aggiungi una copia di questa chat al mio notebook sul corso di Biologia”. Così una discussione appena conclusa finisce dritta tra i materiali di studio, senza copia e incolla.
C’è anche la possibilità di farsi mostrare l’elenco dei notebook e delle relative fonti. In questo caso la richiesta potrebbe suonare così: “Mostrami un elenco di tutte le fonti presenti nel mio notebook sui parchi nazionali degli Stati Uniti”. E poi c’è forse l’aspetto più interessante, cioè la capacità dell’assistente IA di rispondere alle domande sfruttando il contesto dei notebook personali. Una domanda come “Cosa dicono i miei notebook sulla migrazione delle farfalle?” spinge Gemini a pescare le risposte proprio da quanto raccolto dall’utente, anziché da informazioni generiche.
Attivazione e disponibilità per gli utenti
In pratica, l’integrazione trasforma la chat in una sorta di centro di comando per tutto il materiale salvato. Creazione, aggiornamento, consultazione e ricerca passano dallo stesso spazio in cui già si dialoga con l’intelligenza artificiale di Google, con un evidente risparmio di passaggi. Per chi tiene appunti su più argomenti, dallo studio al lavoro fino alle passioni personali, avere tutto a portata di conversazione semplifica parecchio le cose.
Sul fronte dell’accesso non ci sono particolari ostacoli. Secondo quanto comunicato dall’azienda di Mountain View, la nuova funzionalità di Gemini Notebook è attiva in modo predefinito, quindi non richiede alcuna configurazione manuale per essere utilizzata. Ed è già disponibile per tutti gli utenti Google Workspace e per chi possiede un account Google personale.
Fonte: TecnoAndroid


