La creazione di immagini personalizzate dentro l’app Gemini fa un passo avanti deciso. Google ha deciso di allargare l’accesso alla cosiddetta personalized intelligence, quella funzione che permette al chatbot di pescare informazioni dalla vita digitale dell’utente per generare immagini più pertinenti. Da ora il sistema arriva a Nano Banana e Google Photos per tutti gli utenti idonei negli Stati Uniti, non più soltanto per chi paga un abbonamento.
Come funziona la personalized intelligence su Gemini
Il meccanismo è abbastanza semplice da capire. Concedendo a Gemini il permesso di accedere ai dati presenti in altri servizi targati big tech, come Gmail e Google Photos, il chatbot riesce a tenere conto di quei dettagli quando arriva una richiesta di creazione immagini. In pratica diventa più immediato chiedere una foto che ritragga sé stessi oppure amici e parenti, perché lo strumento ha già un contesto su cui lavorare e non parte da zero ogni volta.
La novità non nasce adesso. Mountain View aveva presentato questa funzione qualche mese fa, durante la primavera, ma all’epoca era riservata esclusivamente agli iscritti ai piani AI Pro e AI Ultra. L’apertura agli account personali standard rappresenta quindi un cambio di passo, perché porta una capacità che era a pagamento dentro l’esperienza quotidiana di un pubblico molto più ampio.
Chi può usarla e in quali lingue
Ci sono dei paletti precisi sull’utilizzo. Per generare e modificare immagini l’accesso è limitato a chi ha più di 18 anni e dispone di un account personale. C’è però una distinzione interessante. La sola parte di generazione immagini resta disponibile anche per le persone dai 13 anni in su, segno che Google ha voluto separare le funzioni più delicate legate all’editing da quelle puramente creative.
Sul fronte linguistico la copertura è piuttosto ampia. Le lingue supportate includono arabo, olandese, inglese, francese, tedesco, indonesiano, giapponese, coreano, portoghese, spagnolo e turco. Un ventaglio che copre buona parte dei mercati principali e che lascia intendere quanto l’azienda punti a rendere questa tecnologia accessibile su scala globale, almeno per quanto riguarda le aree dove il rollout è già partito.
Resta il fatto che, per adesso, l’estensione della personalized intelligence ai nuovi strumenti riguarda esclusivamente gli utenti statunitensi. Chi vive fuori dagli Stati Uniti dovrà pazientare prima di vedere arrivare la stessa integrazione tra Gemini, Nano Banana e Google Photos sui propri dispositivi.