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Gemini 4 batte Minecraft senza aiuto umano: 605 morti in 27 ore

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Con Gemini 4 l’intelligenza artificiale è riuscita a completare Minecraft da sola, senza che nessuno intervenisse durante la partita. Il percorso è stato tutt’altro che lineare, visto che il conto finale parla di 605 morti e 27 ore di gioco prima di arrivare al traguardo. Dietro l’esperimento ci sono i ricercatori di Google DeepMind, che hanno voluto capire fin dove possano spingersi oggi i sistemi più avanzati quando vengono lasciati liberi di muoversi in un mondo aperto e pieno di imprevisti.

Perché Minecraft è un banco di prova così difficile per l’intelligenza artificiale

Chiunque abbia passato qualche serata su Minecraft sa bene che il gioco chiede molto più che tirare su qualche edificio o affrontare i mostri che spuntano al buio. Dietro l’apparenza semplice dei blocchi si nasconde una catena di azioni piuttosto articolata. Bisogna raccogliere risorse, esplorare territori mai visti prima, fabbricare strumenti sempre più efficaci e soprattutto pianificare una lunga sequenza di attività che si incastrano una dopo l’altra. Il tutto mentre la situazione cambia in continuazione e costringe ad adattarsi.

Proprio questa combinazione di libertà e complessità spiega perché il titolo venga scelto sempre più spesso come terreno di prova per l’intelligenza artificiale. Non esiste un percorso unico e obbligato da seguire, e ogni passo dipende da quello precedente. Un errore nella raccolta dei materiali o una scelta sbagliata durante l’esplorazione possono far saltare piani costruiti con pazienza. Per un sistema automatico si tratta quindi di una sfida particolarmente impegnativa, perché mette alla prova insieme la capacità di ragionare sul lungo periodo e quella di reagire all’istante a ciò che succede sullo schermo.

Quattro agenti Gemini 4 Argon contro l’Ender Dragon

I veri protagonisti della prova sono stati quattro agenti AI costruiti sul nuovo Gemini 4 Argon. Il loro compito era arrivare alla fine del gioco, cioè sconfiggere l’Ender Dragon, il boss conclusivo che rappresenta il punto d’arrivo dell’avventura per qualsiasi giocatore. Missione compiuta, e senza alcun intervento umano dall’inizio alla fine della partita.

L’aspetto forse più interessante riguarda le condizioni di partenza. Agli agenti era stato indicato soltanto l’obiettivo finale, nient’altro. Nessuna istruzione sulle strategie da adottare e nessuna suddivisione dei ruoli decisa a tavolino. In pratica i quattro sistemi hanno dovuto capire da soli come organizzarsi, quali risorse procurarsi, in che ordine muoversi e come coordinare gli sforzi per avvicinarsi passo dopo passo allo scontro decisivo.

Ed è qui che i numeri raccontano bene la fatica del percorso. Le 27 ore di gioco necessarie per arrivare in fondo e le 605 morti accumulate lungo la strada mostrano un cammino fatto di tentativi, cadute e ripartenze. Un po’ come capita a tanti giocatori in carne e ossa, che prima di vedere i titoli di coda devono fare i conti con parecchie sconfitte. La differenza è che in questo caso a sbagliare, imparare e rimettersi in marcia sono stati solo i sistemi sviluppati da Google DeepMind, lasciati liberi di gestire ogni fase dell’avventura in autonomia.

Il risultato finale è quello che conta per i ricercatori. Gemini 4 Argon ha portato i suoi quattro agenti fino all’ultimo nemico e lo ha abbattuto, chiudendo Minecraft partendo esclusivamente dall’indicazione della meta da raggiungere.

Fonte: TecnoAndroid

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