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Una corte d’appello federale degli Stati Uniti ha dato il via libera alla Florida, che potrà applicare la propria legge sui social media pensata per impedire ai minori di 14 anni di avere un account sulle piattaforme. I giudici hanno respinto le argomentazioni dei gruppi tecnologici, secondo cui la norma violerebbe la libertà di espressione. Per lo Stato americano si tratta di un passaggio importante, perché consente di rendere operativo un divieto che finora era rimasto al centro di uno scontro legale con il settore tech.
Il punto centrale della vicenda è piuttosto semplice da spiegare, anche se le implicazioni sono tutt’altro che banali. La legge della Florida vieta ai ragazzi sotto i 14 anni di aprire e mantenere un profilo sui social network. Le realtà che rappresentano le aziende del comparto digitale si erano opposte, sostenendo che una misura del genere finisse per comprimere i diritti legati alla libera espressione. La corte d’appello però non ha accolto questa lettura e ha permesso allo Stato di procedere con l’applicazione del provvedimento.
Il nodo della libertà di espressione
Lo scontro ruota tutto attorno a una questione che negli Stati Uniti pesa parecchio, cioè il rapporto tra la tutela dei più giovani e i diritti di free speech. Da una parte c’è uno Stato che punta a limitare l’accesso dei minori alle piattaforme, dall’altra ci sono i gruppi tecnologici convinti che regole così rigide finiscano per toccare la possibilità stessa di comunicare, informarsi ed esprimersi online. Non è un dettaglio da poco, perché nel dibattito americano la libertà di parola rappresenta uno dei principi più solidi e difesi.
Le aziende del settore avevano quindi costruito la propria contestazione proprio su questo terreno. L’idea era che il divieto per gli under 14 andasse oltre una semplice regolamentazione e incidesse su diritti fondamentali. I giudici, almeno in questa fase, hanno scelto una strada diversa, respingendo le richieste dei ricorrenti e lasciando che la norma possa essere fatta rispettare.
Cosa cambia per piattaforme e famiglie
Con questa decisione la legge sui social media della Florida passa dalla carta alla pratica. Significa che lo Stato ha ora la possibilità concreta di far valere il divieto sugli account dei ragazzi più giovani, un tema che tocca da vicino sia chi gestisce le piattaforme social sia le famiglie. Per le società tecnologiche il quadro diventa più stretto, visto che il tentativo di bloccare la norma per via giudiziaria non ha avuto l’esito sperato davanti alla corte.
Il provvedimento si inserisce in un contesto in cui la protezione dei minori online è diventata una questione sempre più discussa, e la scelta dei giudici rafforza la posizione di chi ritiene legittimo fissare limiti d’età per l’accesso ai servizi digitali. Dall’altra parte resta l’opposizione netta del comparto tech, che aveva puntato tutto sull’argomento della libertà di espressione senza riuscire a convincere la corte d’appello.
Il risultato immediato è chiaro. La Florida può applicare il divieto che impedisce ai minori di 14 anni di avere un account sui social, mentre le obiezioni dei gruppi tecnologici legate al free speech sono state respinte dai giudici d’appello.
Fonte: TecnoAndroid


