Il caldo prodotto dalla GeForce RTX 5090 sta facendo discutere, e stavolta non per le prestazioni in gioco ma per un effetto collaterale piuttosto curioso. Un utente ha smontato il proprio computer dopo circa sei mesi di lavoro tranquillo, senza un solo crash o segnale di allarme, e si è trovato davanti a qualcosa di inaspettato. Sotto la scheda video, proprio nella zona coperta dalla GPU, erano spuntate delle macchie evidenti sulla scheda madre.
La configurazione era tutta firmata ASUS. Una ROG Astral GeForce RTX 5090, una scheda madre ProArt X870E Creator WiFi e un case ProArt PA602. Componenti di fascia alta, montati con criterio, niente di improvvisato insomma. Eppure, una volta rimossa la GPU, la sorpresa amara: il dissipatore del chipset mostrava chiari segni di scolorimento, concentrati esattamente lì dove la scheda grafica appoggiava il suo peso e il suo calore.
Un panno umido non basta a cancellare tutto
Passando un panno bagnato qualcosa è andato via, ma non del tutto. Alcune tracce sono rimaste lì, ostinate, ben visibili. Ed è proprio questo dettaglio che ha riacceso la discussione sulle temperature raggiunte dalle schede video di fascia top. Perché diciamocelo, la RTX 5090 non è una GPU come le altre. NVIDIA dichiara un TDP di 575 watt, e quando il sistema viene messo sotto sforzo, tra gaming spinto, calcoli legati all’intelligenza artificiale o altre operazioni pesanti, quel valore può salire ancora. Tutta quell’energia, in un modo o nell’altro, finisce per trasformarsi in calore.
Il grande dissipatore a tre ventole della versione Astral, a quanto pare, tende a spingere una parte dell’aria calda verso il basso. E se il flusso d’aria all’interno del case non è proprio impeccabile, ecco che il calore si accumula nelle zone vicine alla scheda, rimanendoci anche per parecchio tempo. Una situazione che, ripetuta giorno dopo giorno, lascia tracce.
I dissipatori delle schede madri sono pensati per reggere temperature elevate, su questo non ci sono dubbi. Il problema vero riguarda però i componenti che si trovano nascosti sotto quelle coperture metalliche. Un’esposizione costante a fonti di calore così intense potrebbe incidere sulla loro durata, accorciando la vita utile della scheda nel lungo periodo.
Non è la prima volta per la ROG Astral
C’è poi un aspetto che fa riflettere. La ROG Astral RTX 5090 non è nuova a finire sotto i riflettori per motivi poco piacevoli. Nei mesi scorsi si è parlato di connettori di alimentazione danneggiati, di problemi legati allo schermo nero, di episodi isolati nelle prime fasi di vendita e perfino di unità distribuite con difetti hardware. Un curriculum, diciamo così, non proprio immacolato.