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Samsung si prepara ad aumentare in modo deciso i propri investimenti nel corso del 2026. Secondo le stime dell’azienda la spesa in conto capitale, quella che nel gergo finanziario viene chiamata capex, dovrebbe crescere di circa il 60% e arrivare intorno ai 63 miliardi di dollari, pari a circa 54 miliardi di euro. Una cifra che fotografa bene il momento del colosso sudcoreano, trainato soprattutto dalle memorie HBM. A sostenere questa scelta ci sono due elementi molto concreti. La capacità produttiva di questi chip risulta già esaurita fino a tutto il 2027 e la società ha messo nero su bianco dieci accordi di fornitura di lungo periodo con alcuni dei suoi clienti più importanti.
Il dato sulla spesa non va letto come una semplice voce di bilancio. Quando un produttore di semiconduttori decide di alzare così tanto il capex significa che intende ampliare linee produttive, impianti e tecnologie per stare al passo con una domanda che evidentemente supera l’offerta. Per Samsung il salto è notevole perché si parla di un incremento vicino ai due terzi rispetto al livello precedente, e già questo basta a capire quanto il gruppo consideri strategico il segmento.
Memorie HBM vendute in anticipo fino al 2027
Il punto più interessante riguarda proprio le HBM, sigla che sta per memorie ad alta larghezza di banda. Si tratta di componenti pensati per gestire enormi quantità di dati in tempi molto rapidi e oggi sono tra i prodotti più richiesti dell’intero comparto. Il fatto che la capacità produttiva sia già interamente prenotata fino al 2027 dice parecchio. Praticamente ogni chip che Samsung riuscirà a fabbricare nei prossimi due anni ha già un acquirente, una situazione che nel settore delle memorie, storicamente legato a cicli di prezzo piuttosto altalenanti, non capita tutti i giorni.
Questa visibilità sul futuro cambia anche il modo in cui l’azienda può pianificare. Con un portafoglio ordini così pieno diventa più semplice giustificare una crescita tanto marcata degli investimenti, perché il rischio di ritrovarsi con magazzini pieni e prodotti invenduti si riduce sensibilmente. In altre parole la spesa aggiuntiva va a inseguire una richiesta che esiste già e che è stata messa per iscritto.
Dieci accordi di fornitura con i clienti chiave
L’altro tassello della strategia sono i contratti di lungo termine. Samsung ha chiuso dieci intese pluriennali con clienti considerati fondamentali, garantendosi così una base di domanda stabile su un orizzonte più ampio rispetto ai normali ordini. Per chi acquista questi accordi rappresentano una sorta di assicurazione sulle forniture, utile in un mercato dove le memorie avanzate scarseggiano. Per chi produce invece offrono la possibilità di programmare la capacità con maggiore precisione.
Messi insieme, i tre elementi disegnano un quadro coerente. Da una parte c’è la crescita del capex di circa il 60% fino a quota 63 miliardi di dollari, dall’altra la saturazione della produzione di memorie HBM fino al 2027 e infine la rete di dieci accordi di fornitura già firmati con i principali clienti del gruppo sudcoreano.
Fonte: TecnoAndroid


