Il tema dei costi crescenti nel settore videoludico è ormai una costante, e secondo l’analista Michael Pachter la strada più probabile passa dal gaming in cloud. Una soluzione che, però, porterebbe con sé una conseguenza drastica: la fine delle console come le conosciamo oggi.
Il ragionamento parte da un dato di fatto che chiunque abbia comprato hardware negli ultimi mesi conosce bene. I costi hardware nel settore tecnologico sono saliti in modo significativo, e il mondo dei videogiochi non ne è rimasto immune. L’esempio più recente e tangibile è il nuovo aumento del prezzo di PS5, che ha fatto discutere parecchio la community. Pachter, analista piuttosto noto e spesso divisivo nelle sue previsioni, ritiene che il passaggio definitivo al cloud rappresenti la via d’uscita da questa spirale di rincari.
L’idea di fondo è semplice: se il gioco gira su server remoti, il giocatore non ha più bisogno di una macchina potente sotto il televisore. Basta una connessione stabile e un dispositivo qualsiasi per accedere ai titoli. Questo eliminerebbe il problema dell’hardware costoso alla radice, spostando l’onere della potenza di calcolo interamente sui data center delle aziende.
Le console sono davvero destinate a scomparire?
Secondo la visione di Pachter, le console sarebbero destinate a sparire progressivamente dal mercato. Se il gaming in cloud dovesse affermarsi come modello dominante, non ci sarebbe più ragione per Sony, Microsoft o Nintendo di produrre e vendere dispositivi fisici dedicati al gioco. Un cambiamento enorme, che rivoluzionerebbe non solo il modo di giocare ma l’intero ecosistema economico che ruota attorno alla produzione e distribuzione di hardware.
Va detto che il cloud gaming non è esattamente una novità. Servizi come quelli già offerti dai grandi player del settore esistono da anni, eppure la diffusione su larga scala stenta ancora a decollare. I motivi sono vari: la latenza resta un problema reale in molte aree geografiche, le infrastrutture di rete non sono ovunque all’altezza, e una fetta importante di giocatori è ancora molto legata al concetto di possedere fisicamente la propria console. Pachter, però, guarda al quadro più ampio e sul lungo periodo, dove i costi hardware sempre più alti potrebbero spingere il mercato in una direzione che oggi sembra ancora prematura.
Il punto critico della questione è proprio questo: se da un lato il cloud risolverebbe il problema economico legato all’acquisto di dispositivi sempre più costosi, dall’altro cancellerebbe un intero segmento di mercato che per decenni ha definito l’industria dei videogiochi. Le console non sono solo macchine da gioco, sono ecosistemi, community, identità. Pensare a un futuro senza di esse è qualcosa che molti appassionati faticano ad accettare.