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Galaxy Campus, il polo AI di Envision alimentato da vento e sole

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L’intelligenza artificiale ha spostato il collo di bottiglia dai chip alla presa di corrente, e il progetto Galaxy Campus nasce proprio da questa constatazione: un polo gigantesco dedicato all’AI che Envision sta costruendo nella città cinese di Ulanqab, pensato per funzionare con energia rinnovabile prodotta sul posto. Non è un dettaglio da poco, perché il tema dell’elettricità necessaria a far girare i modelli è diventato in pochissimo tempo il vero freno dei grandi progetti tecnologici.

Fino a qualche anno fa la questione sembrava marginale, quasi una nota a piè di pagina nelle presentazioni aziendali. Oggi invece la disponibilità di energia pulita pesa quanto, se non più, della disponibilità di processori. I data center di ultima generazione arrivano a consumare quantità di corrente paragonabili a quelle di città intere, e le reti elettriche esistenti non sono state progettate per assorbire carichi di questo tipo concentrati in pochi chilometri quadrati.

Un milione di acceleratori AI alimentati da vento e sole

Il numero che colpisce, parlando di Galaxy Campus, riguarda la capacità di calcolo prevista. L’obiettivo dichiarato è ospitare fino a un milione di acceleratori AI, ovvero quei processori specializzati che eseguono i modelli di intelligenza artificiale e che rappresentano il cuore pulsante di qualsiasi infrastruttura moderna dedicata all’addestramento e all’inferenza. Una concentrazione di questo tipo, in condizioni normali, richiederebbe un allacciamento alla rete nazionale di dimensioni notevoli, con tutte le tensioni che ne derivano sul sistema elettrico locale.

La strada scelta da Envision è diversa. L’alimentazione arriva direttamente da impianti eolici e fotovoltaici integrati, affiancati da sistemi di accumulo che servono a smussare le oscillazioni tipiche delle fonti rinnovabili. Il sole non brilla di notte, il vento non soffia a comando, e senza batterie o soluzioni equivalenti un carico che deve restare acceso ventiquattro ore al giorno diventa difficilmente gestibile. È qui che il progetto prova a fare la differenza rispetto ai modelli tradizionali, dove il data center si limita a prelevare corrente dalla rete e a comprare eventualmente certificati verdi per compensare le emissioni.

Perché la scelta di Ulanqab conta

La localizzazione a Ulanqab non è casuale. Le aree dell’entroterra cinese offrono condizioni favorevoli per l’installazione di parchi eolici e solari su larga scala, con spazi disponibili e ventosità elevata, elementi che permettono di costruire capacità di generazione vicino al punto di consumo. Un vantaggio pratico enorme, perché evita di trasportare energia per centinaia di chilometri con le relative perdite lungo le linee.

Il tema più ampio resta comunque quello della sostenibilità dell’intera corsa all’intelligenza artificiale. Ogni nuovo modello richiede più calcolo del precedente, ogni servizio basato su AI generativa moltiplica le richieste che arrivano ai server. La crescita dei consumi elettrici legata a questo settore è una delle sfide più rilevanti del prossimo decennio, e per questo iniziative che tentano di rompere lo schema classico meritano attenzione, indipendentemente da chi le porta avanti e dove.

Il modello proposto dal campus di Envision suggerisce un approccio in cui la produzione di energia e l’infrastruttura di calcolo vengono progettate insieme, non l’una dopo l’altra. Significa ragionare sul dimensionamento degli impianti in funzione del carico previsto, sull’accumulo necessario a garantire continuità e sulla gestione intelligente delle richieste di calcolo, che in alcuni casi possono essere spostate nelle ore di maggiore produzione rinnovabile. Un cambio di prospettiva che potrebbe influenzare il modo in cui verranno pensati i prossimi grandi poli di calcolo, in Cina e non solo, in un momento in cui le reti elettriche di mezzo mondo si trovano a fare i conti con richieste di connessione senza precedenti da parte degli operatori del settore.

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