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Folio Photonic, il disco ottico da 1 TB che sfida i Blu-Ray

Il futuro del disco ottico potrebbe passare da una startup poco conosciuta che sostiene di aver messo a punto un formato capace di arrivare fino a 1 TB, cioè circa 1000 GB, a un costo tutto sommato accessibile. Si chiama Folio Photonic e l’idea è ambiziosa quanto semplice da riassumere: prendere l’eredità dei Blu-Ray e portarla molto più avanti, proprio nel momento in cui il mercato sembra pronto a voltare pagina.

La tempistica, va detto, è curiosa. Perché mentre Sony dice addio ai dischi fisici, chiudendo di fatto una fase storica per i supporti ottici, qualcun altro prova a rilanciare. E lo fa puntando su numeri che, se confermati, cambierebbero le carte in tavola. Un TB su un singolo disco non è poco, soprattutto pensando a chi ancora oggi conserva backup, archivi e collezioni video in alta definizione senza volersi affidare del tutto al cloud.

Perché il Blu-Ray potrebbe non bastare più

I Blu-Ray Ultra HD hanno rappresentato per anni il massimo in termini di qualità e capacità per il grande pubblico. Il problema è che stanno arrivando, lentamente, alla fine del loro ciclo di vita. La domanda cala, i produttori riducono gli investimenti e chi cerca supporti fisici di grande capacità si ritrova con poche alternative concrete. È qui che Folio Photonic prova a inserirsi, proponendo un formato pensato per raccogliere quel testimone.

L’idea di fondo è offrire capacità enormi mantenendo costi bassi, un equilibrio che nel mondo dello storage non è mai banale da raggiungere. Sulla carta suona bene. Nella pratica, però, restano parecchie domande aperte. Le prestazioni di un disco non si misurano solo con lo spazio disponibile, ma anche con la velocità di lettura e scrittura, la durata nel tempo e l’affidabilità reale sul lungo periodo. E proprio su questi aspetti, al momento, mancano risposte precise.

I dubbi maggiori riguardano quindi la velocità e le prestazioni effettive del nuovo supporto. Un conto è annunciare una capacità record, un altro è dimostrare che quel disco possa reggere l’uso quotidiano con tempi di accesso competitivi. Senza dati concreti sulle performance, è difficile capire se si tratti di una vera rivoluzione o di una promessa destinata a restare sulla carta ancora per un po’.

Quello che è chiaro è il contesto in cui questa proposta arriva. Da una parte i grandi nomi che si ritirano dal settore dei supporti fisici, dall’altra realtà più piccole che cercano di occupare gli spazi lasciati liberi. Folio Photonic scommette proprio su questa transizione, convinta che ci sia ancora spazio per un formato ottico capace di offrire tanta capacità a poco prezzo. Se davvero riuscirà a mantenere le promesse, con quel traguardo di 1000 GB per disco, lo diranno i test sul campo e le prime versioni commerciali del prodotto.

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