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Fibra ottica, copre l’80% delle case ma meno di 3 su 10 la usano

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La fibra ottica in Italia arriva ormai a circa l’80% delle famiglie, eppure meno di tre unità immobiliari coperte su dieci hanno un abbonamento attivo. È un dato che fotografa bene una situazione curiosa. L’infrastruttura in molti casi c’è già, passa sotto le strade e raggiunge i palazzi, ma la gran parte delle case continua a non sfruttarla. Il problema non sta quindi soltanto nella posa dei cavi. Pesa quello che succede dopo, nel tratto che separa la rete disponibile dalla connessione funzionante dentro un appartamento.

Copertura dichiarata e connessioni reali non coincidono

Da una parte ci sono le mappe, che raccontano un Paese ampiamente raggiunto dalla banda ultralarga. Dall’altra ci sono le connessioni effettive, molto più scarse. Il divario tra copertura e adozione è ampio e non si spiega con una sola causa. Si tratta piuttosto di un insieme di ostacoli pratici che si sommano e che, uno dopo l’altro, scoraggiano chi vorrebbe passare alla fibra o rallentano chi ci prova davvero.

Sulla carta, una casa coperta dovrebbe poter attivare il servizio senza grandi complicazioni. Nella realtà le cose vanno spesso in modo diverso. Un’unità immobiliare può risultare raggiunta dalla rete e allo stesso tempo non essere pronta per un collegamento immediato. Ed è proprio in questa zona grigia che si perde una parte consistente dei potenziali abbonati, quelli che la fibra la vorrebbero ma alla fine restano con la vecchia linea.

Ordini in KO, attese e reti interne

Tra gli intoppi più frequenti ci sono gli ordini in KO, cioè le richieste di attivazione che non vanno a buon fine. Un utente firma il contratto, aspetta, e a un certo punto scopre che la procedura si è bloccata. A volte bisogna ricominciare da capo, altre volte si rinuncia del tutto. Ogni tentativo fallito è un cliente che rischia di non tornare più.

Poi ci sono le attese. Anche quando l’ordine procede regolarmente, i tempi per arrivare alla connessione possono allungarsi parecchio. E per molte famiglie l’idea di restare in sospeso per settimane, magari senza sapere bene cosa stia succedendo, basta a far preferire una soluzione già funzionante, anche se meno veloce.

Un capitolo a parte riguarda le reti interne agli edifici. La fibra può arrivare fino all’ingresso del palazzo e fermarsi lì. Il tratto che porta il segnale dentro lo stabile e poi fino al singolo appartamento è spesso il punto più delicato. Quando questa parte manca o presenta problemi, la copertura dichiarata resta di fatto teorica e l’attivazione si inceppa proprio sull’ultimo pezzo del percorso.

Il nodo dei dati disallineati

C’è infine una questione meno visibile ma altrettanto concreta, quella dei dati disallineati. Le informazioni su quali abitazioni siano realmente raggiunte non sempre coincidono tra chi gestisce la rete, chi vende il servizio e chi si occupa delle verifiche. Questo scarto genera confusione. Un indirizzo può apparire coperto in un database e non esserlo in un altro, oppure risultare pronto quando in realtà non lo è.

Le conseguenze ricadono quasi sempre su chi chiede la connessione. Un’offerta proposta a un indirizzo che poi si rivela non attivabile alimenta proprio quegli ordini in KO e quelle attese che frenano l’adozione. Ed è anche per questo che, con una copertura vicina all’80% delle famiglie, meno di tre unità immobiliari raggiunte su dieci hanno oggi una connessione in fibra effettivamente attiva.

Fonte: TecnoAndroid

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