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Fiat 500 restomod: bicilindrico rivisto e design BorromeodeSilva

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Il Fiat 500 restomod firmato La Cinquecento è una di quelle cose che nessuno aveva chiesto e che, vista dal vivo, diventa subito irresistibile. L’azienda britannica ha svelato un progetto su misura costruito attorno alla citycar più iconica d’Italia, con motore rivisto, telaio rimesso completamente in riga e una carrozzeria disegnata da uno studio milanese che di lavori del genere se ne intende parecchio.

Il punto di partenza è noto: il Fiat 500 moderno è forse la reincarnazione meglio riuscita di un classico nell’era contemporanea, però battere il fattore tenerezza e l’ingombro ridicolmente piccolo dell’originale del 1957 resta un’impresa. Ed è esattamente lì che ha scelto di lavorare questa realtà inglese, prendendo la base storica e spingendola avanti senza snaturarla.

Il design porta la firma di BorromeodeSilva

L’esterno è stato disegnato da BorromeodeSilva, studio di design con sede a Milano già coinvolto nell’Eccentrica basata sulla Lamborghini Diablo e nei progetti Automobili Atmos Futurista e Safarista costruiti sulla Lancia Delta. Curriculum pesante, insomma, e si vede nel risultato finale.

Il prototipo resta fedele alle proporzioni originali, ma aggiunge dettagli che spostano l’atmosfera verso il mondo rally. Ci sono fari supplementari montati sul paraurti anteriore, parafanghi più larghi, minigonne laterali più profonde e cerchi a disco con finitura opaca. La carrozzeria rossa dialoga con gli interni, dove convivono accenti color crema e in tinta con l’esterno, tappetini vintage e pelle color cuoio sui sedili avvolgenti e sui pannelli porta. Un insieme che sa di artigianato vero, non di catalogo di accessori. La vettura donatrice arriva dagli anni Settanta ed è stata fornita da Max Kindersley, fondatore de La Cinquecento, dopo circa 25 anni passati chiusa in un fienile. Un recupero letterale, prima ancora che un progetto di stile.

Meccanica rifatta e più carattere sotto il cofano

Sotto il cofano lavora un bicilindrico con accensione twin spark derivato dalla Fiat 126. La potenza non è stata dichiarata, ma l’azienda parla di risposta migliorata e coppia più generosa. Il vero intervento, però, sta altrove: sospensioni, freni, sterzo, raffreddamento e impianto elettrico sono stati ampiamente rivisti, con l’obiettivo dichiarato di aumentare il coinvolgimento alla guida. Chi ha guidato un 500 originale sa quanto quei sistemi fossero, diciamo così, essenziali.

Kindersley ha spiegato il senso dell’operazione con parole piuttosto chiare: «Ho sempre amato quello che il Fiat 500 rappresenta. È semplice, leggero, pieno di carattere e fa sorridere la gente. L’idea non è mai stata cambiare questo. Volevamo prendere tutto ciò che rende l’originale così speciale e vedere fino a che punto potevamo svilupparlo, renderlo più veloce, più preciso e meglio ingegnerizzato, senza perdere il motivo per cui si desidera un 500 in primo luogo».

Serie limitata e numerata, prezzo ancora riservato

Il restomod ha fatto la sua prima uscita pubblica alla cronoscalata Tutto Bene, in Italia. Scelta coerente, considerando che è proprio lì che questa piccola macchina ha imparato a muoversi decenni fa. La società britannica ha in programma la costruzione di una serie limitata di esemplari numerati e al momento raccoglie manifestazioni di interesse attraverso il proprio sito. Il costo degli interventi non è stato comunicato, quindi chi vuole capire quanto pesi sul portafoglio dovrà passare per il contatto diretto.

Resta il quadro di un progetto che punta su qualcosa di diverso dalla corsa ai cavalli. La Fiat 500 reinterpretata da La Cinquecento gioca sulla leggerezza, sulla semplicità meccanica e su quella capacità tutta particolare di strappare un sorriso anche a chi di auto non capisce niente, aggiungendo però una componente ingegneristica che nell’originale non poteva esserci.

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