Le farfalle del genere Heliconius hanno deciso, per così dire, di rompere uno dei luoghi comuni più radicati: quello che vede questi insetti come simbolo dell’effimero, della bellezza che dura un attimo. Alcune di queste farfalle geriatriche, studiate da un gruppo di ricercatori internazionali coordinato dall’Università di Bristol, vivono in media fino a tre volte più a lungo dei loro parenti più stretti. Una scoperta che ribalta parecchie certezze e che potrebbe perfino dirci qualcosa di nuovo sui meccanismi della longevità, anche umana. Il lavoro è stato pubblicato di recente su Nature Communications.
Quando un insetto sfiora l’anno di vita
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno messo insieme dati raccolti in serre, studi di marcatura con rilascio e ricattura, ed esperimenti controllati. Tutto per confrontare durata della vita e ritmi di invecchiamento tra le varie specie di Heliconius, che popolano le foreste pluviali tropicali del centro e del sud America. Ne è emerso un quadro sorprendente: alcune specie campano circa tre volte più a lungo delle loro parenti, e qualcuna arriva quasi a toccare un anno intero.
L’esempio più clamoroso è quello di Heliconius hewitsoni, la specie più longeva del gruppo, che ha raggiunto i 348 giorni di vita. Per capire la portata del dato basta confrontarlo con una specie affine come Dione juno, che si ferma a un massimo di 14 giorni. La differenza sfiora il rapporto di 25 a 1. E non è una questione di singoli esemplari particolarmente resistenti. Qui parliamo di una vera e propria strategia evolutiva che rallenta il processo di invecchiamento.
Il segreto sta nel polline
C’è un dettaglio nella dieta di queste farfalle che le distingue da quasi tutte le altre. Mentre la maggior parte degli insetti simili si accontenta del nettare dei fiori, le Heliconius continuano a mangiare polline anche da adulte. E secondo gli autori dello studio sarebbe proprio questa abitudine alimentare poco comune a giocare un ruolo nella loro longevità.
Per verificarlo hanno preso in esame gli effetti della dieta sulla durata della vita in Heliconius hecale, mettendola a confronto con una parente che non si nutre di polline, Dryas iulia. Il risultato? La prima manteneva più a lungo la massa corporea e l’efficienza muscolare, senza mostrare quel declino fisiologico legato all’età che invece compariva puntuale nella seconda. C’è però un dato che complica un po’ il quadro: anche quando ad Heliconius hecale veniva tolto il polline dalla dieta, l’animale conservava comunque un vantaggio notevole in termini di vita. Segno che a contare non sono solo i fattori nutrizionali, ma anche quelli evolutivi.
Un esperimento naturale per studiare l’invecchiamento
Quello che rende interessanti questi insetti, al di là della curiosità, è il loro potenziale come modello di studio. Le Heliconius si sono separate dalle specie a vita breve in tempi evolutivi piuttosto recenti, eppure hanno sviluppato un meccanismo che allunga in modo deciso la loro esistenza. Una sorta di esperimento evolutivo naturale già pronto da analizzare.
“L’aspetto più interessante di questo allungamento della durata della vita è che offre una straordinaria opportunità per identificare i meccanismi alla base della longevità”, ha spiegato Jessica Foley, tra gli autori dello studio. “Confrontando le farfalle Heliconius, che vivono a lungo, con le loro parenti dalla vita più breve, disponiamo di un esperimento evolutivo naturale che può aiutarci a svelare come si estende la durata della vita, rendendole un nuovo modello estremamente promettente per la ricerca sulla biologia dell’invecchiamento e della longevità”.