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La remaster di Fallout 3 è ormai una certezza, e a quanto pare potrebbe finalmente dare al gioco la forma che i suoi creatori avevano immaginato ai tempi. Bethesda ha confermato di essere al lavoro sulle versioni rimasterizzate di Fallout 3 e Fallout New Vegas, con un procedimento che dovrebbe ricalcare quello già visto con The Elder Scrolls IV Oblivion. Tradotto in parole povere, ci si può attendere un lavoro capace di migliorare l’originale su più fronti, andando a superare quei paletti tecnici che all’epoca frenavano le ambizioni dello studio.
A pensarla così è anche Nate Purkeypile, ex Bethesda che ha lavorato in prima persona sul progetto originale. In una chiacchierata con Steven Lake di The Examined Game, Purkeypile ha raccontato senza troppi giri di parole quanto la tecnologia di allora avesse condizionato il risultato finale. Un punto di vista interessante, perché arriva da chi quel gioco lo ha costruito mattone dopo mattone.
Le parole di chi c’era
Il racconto dell’ex sviluppatore è piuttosto diretto. “Ora è confermato che Bethesda sta realizzando una remaster di Fallout 3, e personalmente non vedo l’ora, perché quando abbiamo creato Fallout 3 eravamo fortemente limitati dalla tecnologia: si poteva posizionare solo un numero limitato di luci e le texture erano piuttosto piccole. Eravamo costantemente preoccupati per la quantità di memoria a disposizione o per quanti elementi stessimo mettendo a schermo”.
Il senso di frustrazione traspare anche nel passaggio successivo, dove Purkeypile ammette che il gioco non uscì esattamente come lo team lo aveva pensato. “Capisco perché la gente si arrabbi di più per i remake dei film e cose simili, ma nel caso dei videogiochi, e in particolare per il comparto artistico, non è al 100% quello che volevamo realizzare ed era tutto davvero molto, molto limitato”. Un modo onesto per dire che la visione artistica venne compressa dai limiti hardware del periodo. C’è poi una piccola confessione sul futuro. Se dipendesse da lui, il prossimo titolo da rimettere a nuovo sarebbe Skyrim. “Mi sono divertito molto a lavorarci e spingerei per aggiungere più colore al gioco”, ha spiegato l’ex sviluppatore, lasciando intendere quanto quel progetto gli sia rimasto nel cuore.











