Euro digitale sempre più vicino, almeno sulla carta. La commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo ha dato il suo via libera al mandato che spalanca le porte alle trattative con Consiglio e Commissione UE. Un passaggio tecnico, certo, ma che pesa parecchio nel lungo cammino che dovrebbe portare alla nuova moneta digitale entro il 2029.
Di questo progetto si parla ormai da diverso tempo. Eppure è solo nelle ultime ore che la macchina ha cambiato marcia, con un primo sì formale che sposta il discorso dal campo delle ipotesi a quello dei negoziati veri e propri. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire una valuta accessibile a tutti e capace di mettere al centro la privacy dei cittadini europei.
Cosa cambia con il via libera del Parlamento UE
Il punto è che adesso comincia la fase più delicata. L’approvazione del mandato non significa che l’Euro digitale sia già nelle nostre tasche, anzi. Da qui in avanti toccherà a Consiglio, Commissione e Parlamento sedersi attorno allo stesso tavolo e provare a far quadrare i conti, tra esigenze tecniche, tutele per gli utenti e quella spinta verso una moneta che funzioni davvero per tutti.
L’idea di fondo è offrire ai cittadini uno strumento di pagamento digitale gestito direttamente a livello europeo, una sorta di contante elettronico che affianchi le banconote senza sostituirle. Il calendario punta al 2029, traguardo che lascia ancora ampi margini di lavoro e che potrebbe anche slittare, vista la complessità delle questioni sul tavolo.
Il nodo dello smartphone smarrito
C’è però un dettaglio che ha attirato l’attenzione più di altri e riguarda i soldi legati allo smartphone. Stando a quanto emerso, in caso di perdita o smarrimento del dispositivo ci sarebbe il rischio concreto di non riuscire più a recuperare le somme custodite. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché tocca da vicino la fiducia che gli utenti dovrebbero riporre in un sistema del genere.
La moneta digitale europea, infatti, dovrà fare i conti con problemi pratici che vanno oltre la teoria. Se il telefono diventa di fatto il portafoglio, allora la sua perdita può trasformarsi in un guaio non da poco. È proprio su questi nodi che si concentreranno le discussioni dei prossimi mesi, perché un conto è immaginare la valuta sulla carta, un altro è renderla sicura e affidabile nell’uso quotidiano.
Il percorso, insomma, è appena entrato nel vivo. Il primo passo formale è stato compiuto, ma la strada verso l’Euro digitale resta lunga e piena di passaggi da chiarire, dal funzionamento tecnico fino alle garanzie per chi un giorno si troverà a usarlo al posto delle classiche banconote.