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Etsy ha deciso di stringere le maglie sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle inserzioni pubblicate sulla piattaforma. Il marketplace ha annunciato regole più severe con un obiettivo preciso, cioè ridurre la quantità di contenuti di scarsa qualità generati con strumenti automatici che negli ultimi tempi hanno invaso il catalogo. Si tratta di una scelta che tocca da vicino sia chi vende sia chi compra, perché interviene direttamente su come i prodotti vengono presentati agli utenti.
A spingere l’azienda verso questa direzione sono state due preoccupazioni che arrivano da lati opposti della stessa vetrina. In un post ufficiale la società spiega che molti acquirenti attivi dichiarano di non riuscire a capire quali articoli coinvolgano contenuti creati con l’intelligenza artificiale. Dall’altra parte ci sono i venditori, preoccupati che il proprio lavoro finisca accanto a oggetti che sfruttano l’AI in modo ingannevole. Due problemi diversi che però portano allo stesso punto, ovvero una perdita di fiducia che per un sito costruito attorno all’artigianato e alla creatività rischia di pesare parecchio.
Le nuove regole sulle foto delle inserzioni
Il cuore delle nuove politiche riguarda le immagini. D’ora in avanti ogni annuncio dovrà includere almeno una foto non modificata dell’oggetto reale, scattata su uno sfondo vero. Niente ambientazioni ricostruite al computer quindi e niente rendering spacciati per scatti autentici, almeno per quella immagine. Chi apre una scheda prodotto deve poter vedere l’articolo per quello che è davvero, senza filtri che ne alterino l’aspetto.
C’è poi una seconda indicazione che vale per tutte le immagini caricate. Ogni fotografia deve rappresentare in modo accurato l’oggetto che l’acquirente riceverà. Il principio è piuttosto semplice da capire. Quello che compare sullo schermo deve corrispondere a quello che arriva a casa, e non a una versione idealizzata o del tutto inventata. Per chi compra online, dove non è possibile toccare o osservare dal vivo un prodotto prima di pagarlo, le foto restano infatti lo strumento principale per decidere.
Cosa cambia per chi vende su Etsy
Le regole non vietano del tutto l’uso di software per ritoccare le immagini. Le fotografie che non occupano la prima posizione nell’inserzione possono essere modificate con appositi programmi, quindi resta un certo margine per chi vuole curare la presentazione dei propri articoli. Il vincolo più rigido, insomma, si concentra sullo scatto autentico, quello che fa da garanzia sull’aspetto reale del prodotto.
Per i venditori che già lavorano con fotografie reali dei propri oggetti il cambiamento potrebbe essere quasi impercettibile. Diverso il discorso per chi ha costruito i propri annunci affidandosi a immagini generate dall’AI, che ora dovrà adeguarsi e mostrare l’articolo vero. La piattaforma punta così a separare in modo più netto chi propone creazioni concrete da chi invece utilizza strumenti automatici per riempire il catalogo di proposte poco trasparenti.
La questione, del resto, non riguarda solo l’estetica delle schede. Etsy si regge su un patto implicito con la propria comunità, fatto di pezzi unici, oggetti fatti a mano e piccoli laboratori. Quando la vetrina si riempie di immagini artificiali difficili da distinguere da quelle reali, quel patto si incrina. Ed è proprio su questo terreno che si muovono le nuove restrizioni, pensate per rassicurare gli acquirenti che faticano a orientarsi e per tutelare i venditori che temono di vedere il proprio lavoro confuso con articoli presentati in modo fuorviante.
Fonte: TecnoAndroid


