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Epic Games avrebbe chiesto al gruppo impegnato su un gioco Disney ancora non annunciato di smettere di scrivere codice a mano e di affidarsi all’intelligenza artificiale. Per chi programma videogiochi è una consegna piuttosto pesante, soprattutto quando arriva con il progetto già in ritardo. Il titolo in questione è uno sparatutto con personaggi Marvel e Star Wars che avrebbe dovuto uscire a marzo 2027, ma la scadenza interna sarebbe stata abbandonata senza indicare una nuova data.
Agli sviluppatori sarebbe stato chiesto di adottare un modello produttivo “AI first”, con strumenti come Claude di Anthropic e persone incaricate di guidarne e controllarne il lavoro. La direttiva riguarderebbe anche la parte artistica, da realizzare con processi interamente basati sull’IA. Una scelta che avrebbe lasciato increduli alcuni dipendenti, tanto che qualcuno avrebbe chiesto scherzando se per correggere gli errori di Claude si dovesse tornare a chiedere a Claude.
La partnership con Disney e la pressione sui conti
Il progetto si lega all’accordo annunciato nel febbraio 2024, quando Disney comunicò un investimento da circa 1,3 miliardi di euro per acquisire una quota di Epic. L’obiettivo dichiarato era costruire un universo persistente collegato a Fortnite, dove giocare, creare esperienze e incontrare i personaggi Disney, Pixar, Marvel e Star Wars. Il tutto in un settore già in affanno, dove però Fortnite restava abbastanza solido. Quella cifra riguarda l’ingresso nella società e non il budget del singolo sparatutto.
La posizione ufficiale di Epic parla di sviluppo accelerato dall’IA, con i dipendenti ancora responsabili della visione creativa. È più o meno la risposta che danno tutti gli studi, consapevoli di quanto il pubblico dei videogiocatori tolleri poco questi strumenti. Tim Sweeney, fondatore e amministratore delegato, ha descritto una riorganizzazione più ampia che punta a spostare gli sviluppatori e ripensare il lavoro per sfruttare al massimo le nuove tecnologie. Secondo lui l’obiettivo è permettere alle persone di produrre di più e meglio, estendendo i vantaggi anche agli studi che usano Unreal Engine, il motore di Epic. La promessa più interessante riguarda il tempo che separa un’idea dalla possibilità di provarla. Avere prima una versione giocabile significa capire presto se una meccanica funziona o se un combattimento diverte davvero, oppure se una buona intuizione sulla carta diventa una seccatura con il controller in mano.
Il contesto economico spiega parte della pressione. Il 24 marzo 2026 Epic ha annunciato oltre mille licenziamenti, attribuendo al calo del coinvolgimento su Fortnite iniziato nel 2025 il fatto che le spese avessero superato di molto gli incassi. In quella occasione Sweeney aveva escluso qualsiasi legame fra i tagli e l’IA, quindi non si può concludere che quei lavoratori siano stati rimpiazzati dagli algoritmi. Per il titolo Disney si parla piuttosto di una sottovalutazione iniziale del personale e del tempo necessari, situazione tutt’altro che rara in uno studio di sviluppo.
Le esperienze degli altri studi
Qualcosa si può intuire guardando a chi ha già sperimentato. Nel 2023 Ubisoft presentò Ghostwriter, strumento nato dal suo gruppo di ricerca La Forge per scrivere prime versioni delle brevi battute dei personaggi secondari come i commenti della folla, le reazioni durante uno scontro o le frasi attivate entrando in un’area. Lo sceneggiatore definisce personaggio e situazione, riceve alcune proposte e poi le sceglie e le ritocca.
Epic e Disney avevano già portato l’IA davanti ai giocatori nel maggio 2025, quando Fortnite introdusse un Darth Vader con cui conversare. Le risposte erano generate da Gemini 2.0 Flash di Google, mentre la tecnologia di ElevenLabs le pronunciava con la voce del personaggio. Epic dichiarò di aver collaborato con la famiglia di James Earl Jones, storico interprete vocale di Vader.
Il caso di Arc Raiders è ancora più concreto perché alcune scelte sono state riviste dopo l’uscita. Nel marzo 2026 Patrick Söderlund, alla guida di Embark Studios, ha spiegato che parte delle battute generate artificialmente era stata registrata di nuovo con attori veri per via della differenza nella qualità della recitazione. La sintesi vocale è rimasta per alcuni usi, soprattutto le brevi comunicazioni del sistema di segnalazione, e secondo Söderlund gli attori venivano pagati anche per la licenza della voce. Lo studio rivendicava inoltre l’utilità dell’IA nelle prove interne, per ascoltare molte varianti di una battuta prima di decidere quale registrare.
Chi lavora nel settore avverte bene questa tensione. Nel rapporto State of the Game Industry 2026 della GDC, basato su oltre 2.300 professionisti, il 36% dichiara di usare strumenti di IA generativa nel proprio lavoro, ma il 52% ritiene che abbiano un impatto negativo sull’industria e appena il 7% li giudica positivamente. L’utilizzo scende al 30% fra chi lavora negli studi e sale al 58% fra editori, servizi di supporto e aziende di marketing e pubbliche relazioni. Per il progetto Disney mancano ancora un gioco da provare, una nuova scadenza e dati sui tempi effettivamente risparmiati, e l’indicazione di generare codice e grafica descrive solo un metodo senza dire quanta parte del risultato verrà corretta, scartata o rifatta.
Fonte: TecnoAndroid


