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Ecosia lascia Mistral dopo 5 mesi e sceglie anche IA cinesi

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Ecosia abbandona Mistral appena cinque mesi dopo averla scelta e affida la propria intelligenza artificiale a modelli aperti, diversi dei quali sviluppati in Cina. Il motore di ricerca tedesco, noto per finanziare progetti di riforestazione con i proventi della sua attività, ha spiegato la decisione con tre motivazioni precise. Messe sotto la lente però non reggono tutte allo stesso modo, e alla fine soltanto una sembra davvero solida. Dal lato di Mistral la replica non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente da Arthur Mensch, con una frase destinata a far discutere: “Mi dispiace se il nucleare è un vero punto di blocco”.

Ecosia lascia Mistral: un cambio di rotta arrivato in tempi brevissimi

La prima cosa che colpisce è la velocità. Cinque mesi rappresentano un periodo molto breve per una collaborazione tecnologica di questo tipo, soprattutto quando riguarda una funzione centrale come quella dell’assistente basato su IA all’interno di un motore di ricerca. Integrare un modello linguistico richiede lavoro, test e adattamenti, e tornare sui propri passi dopo così poco tempo significa che qualcosa, nelle valutazioni di partenza o nel rapporto con il fornitore, non ha funzionato come previsto.

Al posto della soluzione scelta in precedenza, Ecosia ha deciso di puntare su modelli open, cioè sistemi i cui componenti sono resi disponibili e possono essere utilizzati e gestiti con maggiore autonomia da chi li adotta. Tra questi figurano anche alcuni modelli cinesi, un dettaglio che non passa inosservato considerando il posizionamento dell’azienda, da sempre attenta all’immagine etica e sostenibile del proprio servizio. Proprio questa scelta ha acceso il dibattito, perché sposta il baricentro da un fornitore europeo a tecnologie provenienti da tutt’altro contesto.

Le tre ragioni di Ecosia e la risposta di Arthur Mensch

Il cuore della vicenda sta nelle motivazioni fornite dalla società tedesca. Le ragioni avanzate sono tre, ma un esame più attento mostra che solo una di esse resiste davvero alla verifica dei fatti. Le altre due appaiono decisamente più fragili e lasciano pensare che dietro la decisione ci siano considerazioni non del tutto esplicitate, o comunque argomenti meno convincenti di quanto presentato.

Uno dei temi sul tavolo riguarda chiaramente l’energia nucleare. La frase di Arthur Mensch lo lascia intendere senza troppi giri di parole. Quel “mi dispiace se il nucleare è un vero punto di blocco” suona come una risposta diretta a chi ha messo in discussione l’origine dell’energia impiegata per far funzionare i modelli di Mistral. Per un servizio come Ecosia, che costruisce la propria identità sull’impatto ambientale positivo, la questione energetica pesa parecchio, e il nucleare resta un argomento che divide in modo netto, specialmente in Germania.

Il tono della replica è asciutto e quasi ironico. Più che scusarsi davvero, Mensch sembra voler sottolineare che, se il problema è il nucleare, allora la scelta di Ecosia nasce da una divergenza di principio più che da un limite tecnico dei modelli. Una presa di posizione che mette in evidenza come, nel settore dell’intelligenza artificiale, le scelte dei partner non dipendano soltanto dalle prestazioni ma anche dai valori dichiarati e dalla coerenza con il proprio pubblico.

Resta il fatto che il passaggio verso modelli aperti di origine in parte cinese rappresenta per Ecosia una svolta netta rispetto alla strada intrapresa appena cinque mesi fa con Mistral. Delle tre giustificazioni fornite dal motore di ricerca tedesco per motivare l’abbandono, una sola è risultata davvero fondata.

Fonte: TecnoAndroid

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