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DRT3, i batteri creano DNA dal nulla per difendersi dai virus

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Un meccanismo di difesa chiamato DRT3 sta costringendo la biologia a rivedere una delle sue regole più solide. Alcuni batteri, per respingere i virus che li prendono di mira, riescono infatti a costruire DNA praticamente dal nulla, cioè senza avere a disposizione un altro filamento da copiare. Lo studio che descrive questo comportamento è stato pubblicato sulla rivista Science e il cuore della ricerca non riguarda tanto la battaglia tra microrganismi quanto il modo in cui quella molecola viene messa insieme.

Per capire perché la scoperta abbia spiazzato i ricercatori conviene partire da come funzionano normalmente le cose all’interno di una cellula. Quando c’è da fabbricare una nuova molecola di DNA il punto di partenza è sempre uno stampo, ovvero una sequenza già esistente che indica con precisione quali basi inserire e in quale ordine. È un po’ come ricopiare un testo tenendo l’originale sotto gli occhi, lettera dopo lettera, senza margine per l’improvvisazione. Questo principio è talmente radicato da essere considerato uno dei pilastri della disciplina, quasi un dogma su cui poggia buona parte di ciò che si sa sulla trasmissione dell’informazione genetica.

Il sistema DRT3 e la sfida alle regole della biologia

Ed è proprio qui che entra in gioco DRT3. Il sistema individuato nei batteri non segue lo schema classico, perché riesce a produrre il proprio materiale genetico senza appoggiarsi a un modello preesistente da cui leggere le istruzioni. In altre parole la cellula non si limita a duplicare qualcosa che possiede già, ma genera una sequenza nuova partendo da zero. Un comportamento del genere va contro l’idea che il DNA nasca sempre e soltanto da altro DNA, ed è per questo che i ricercatori lo descrivono come un risultato capace di mettere in discussione uno dei fondamenti della biologia.

La cosa interessante è il contesto in cui tutto questo avviene. Non si tratta di un processo legato alla crescita o alla divisione cellulare, bensì di un’arma impiegata nella lotta contro gli agenti virali. I virus che infettano i batteri rappresentano una minaccia costante per questi microrganismi, che nel tempo hanno sviluppato strategie diverse per sopravvivere agli attacchi. DRT3 è una di queste strategie, e il fatto che sfrutti una forma di sintesi così insolita la rende particolarmente curiosa agli occhi degli scienziati.

Perché la scoperta pubblicata su Science è così rilevante

Il valore dello studio sta soprattutto nella sua portata concettuale. Finora la costruzione di una nuova catena di materiale genetico era vista come un’operazione di copia, vincolata per sua natura alla presenza di una sequenza guida. Dimostrare che esiste almeno un sistema in grado di fare a meno di quella guida significa allargare il quadro di ciò che le cellule sono capaci di fare. E il fatto che a riuscirci siano proprio i batteri, organismi semplici solo in apparenza, conferma ancora una volta quanto la loro biologia possa riservare sorprese.

La ricerca apparsa su Science si concentra quindi su un aspetto molto preciso: il modo in cui il DNA viene assemblato all’interno di questo meccanismo di difesa. È questo dettaglio, più ancora dello scontro tra microrganismi e virus, ad aver attirato l’attenzione della comunità scientifica. Il sistema DRT3 mostra che la fabbricazione di una nuova molecola non deve per forza partire da uno stampo già esistente, e che i batteri sono in grado di generare DNA senza copiarlo da un altro filamento per proteggersi dagli attacchi virali.

Fonte: TecnoAndroid

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