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Disney+ senza HDR: Euroconsumers chiede rimborsi automatici

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Su Disney+ l’HDR non è tornato, eppure il piano Premium continua a costare 15,99 euro al mese. È proprio questa sproporzione tra ciò che si paga e ciò che si riceve ad aver spinto Euroconsumers, il gruppo europeo di cui fa parte anche Altroconsumo, a passare all’attacco. L’ultimatum rivolto alla piattaforma è scaduto senza che la funzione venisse ripristinata, e ora l’organizzazione chiede rimborsi automatici per gli abbonati, agitando lo spettro di multe milionarie.

La questione, a guardarla da vicino, è piuttosto semplice. Chi ha sottoscritto l’abbonamento più caro lo ha fatto anche per avere la qualità d’immagine migliore disponibile sul servizio, e l’HDR rientra a pieno titolo in quel pacchetto. Quando una caratteristica del genere sparisce e il prezzo resta identico, il cliente si ritrova di fatto con un prodotto ridotto pagato come prima. Euroconsumers parla senza giri di parole di un declassamento del servizio, ed è su questo punto che ha costruito la propria contestazione.

Un ultimatum lasciato cadere nel vuoto

Il passaggio chiave sta tutto nella scadenza. L’associazione aveva concesso a Disney+ un margine di tempo per sistemare le cose e riportare l’HDR sulla piattaforma, ma quel termine è passato senza alcun cambiamento concreto. Nessun ritorno della funzione, nessun ritocco del listino. Per gli abbonati al piano Premium la situazione è rimasta esattamente quella di partenza, con la stessa cifra addebitata ogni mese a fronte di un’offerta meno ricca. Davanti a questo silenzio, il gruppo europeo ha deciso di alzare il livello dello scontro. Non si tratta più soltanto di una protesta formale o di una richiesta di chiarimenti. Il tono adesso è quello di chi pretende una soluzione tangibile per i consumatori coinvolti e mette sul tavolo conseguenze economiche pesanti per l’azienda, nel caso in cui la vicenda non trovasse una risposta adeguata.

Rimborsi automatici e il rischio di sanzioni

La richiesta avanzata da Euroconsumers ha un dettaglio che pesa parecchio. I rimborsi dovrebbero essere automatici, quindi riconosciuti agli abbonati senza obbligarli a presentare domanda, compilare moduli o rincorrere l’assistenza clienti. Un meccanismo pensato per evitare che il ristoro resti sulla carta e finisca per arrivare solo ai pochi disposti a impegnarsi in una trafila burocratica.

Accanto alla richiesta di indennizzo c’è poi la parte più minacciosa della partita, quella delle multe milionarie. L’associazione lascia intendere che, se la piattaforma non dovesse muoversi, la faccenda potrebbe costare molto cara al colosso dello streaming. Per Altroconsumo e per le altre realtà che compongono il gruppo il principio è chiaro e ruota attorno a un’idea molto lineare: se il servizio viene ridotto, anche il conto dovrebbe esserlo, oppure gli utenti devono essere compensati per ciò che hanno perso.

Al momento il quadro resta immutato. L’HDR continua a mancare su Disney+, il piano Premium rimane fissato a 15,99 euro e la palla passa ora alla piattaforma, chiamata a rispondere alle richieste di rimborso automatico avanzate da Euroconsumers dopo la scadenza dell’ultimatum.

Fonte: TecnoAndroid

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