L’origine dei dinosauri potrebbe essere molto più antica di quanto la comunità scientifica abbia ritenuto fino a oggi. Una nuova ricerca condotta dai team di Princeton e Yale sta riscrivendo un capitolo fondamentale della storia del nostro pianeta, spostando indietro di circa 10 milioni di anni la comparsa di questi animali straordinari.
I dinosauri sono più vecchi: cosa dice la nuova ricerca
Per molto tempo si è dato per assodato che i dinosauri avessero fatto la loro prima comparsa sulla Terra intorno a 230 milioni di anni fa. Era uno di quei dati che sembravano ormai consolidati, ripetuti nei libri di testo e accettati senza troppe discussioni. Eppure, i nuovi risultati emersi dal lavoro congiunto dei ricercatori delle due prestigiose università americane raccontano una storia diversa. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, l’origine dei dinosauri andrebbe collocata in una finestra temporale compresa tra 250 e 240 milioni di anni fa. Non proprio uno scarto trascurabile.
Il gruppo di ricerca non si è limitato a retrodatare la comparsa dei dinosauri. Ha anche condotto un’analisi approfondita su nove diversi set di dati anatomici, coprendo le tre grandi stirpi che hanno dominato il pianeta: i teropodi, i sauropodomorfi e gli ornitischi. Si tratta di un lavoro massiccio, che ha messo insieme le caratteristiche fisiche di migliaia di fossili, incrociandole con modelli evolutivi avanzati. E qui entra in gioco anche un elemento più moderno del previsto.
Intelligenza artificiale e fossili: il metodo dietro la scoperta
Quello che rende questa ricerca particolarmente interessante non è solo il risultato finale, ma il modo in cui ci si è arrivati. I ricercatori hanno infatti utilizzato l’intelligenza artificiale per processare le variabili morfologiche dei fossili analizzati. Un approccio che ha permesso di gestire una quantità enorme di dati e di individuare schemi che, con i metodi tradizionali, sarebbero rimasti nascosti o quantomeno molto più difficili da cogliere.
Il quadro che ne emerge è decisamente più complesso e dinamico rispetto a quello immaginato finora. Per anni si è pensato che l’origine dei dinosauri fosse accompagnata da una crescita lenta, graduale, quasi prevedibile nella sua progressione. La realtà, stando a questi nuovi dati, è parecchio diversa. L’evoluzione dei dinosauri non si è mossa in modo lineare, ma ha attraversato vere e proprie esplosioni di diversità, fasi in cui la varietà delle specie è aumentata in modo improvviso e marcato.