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C’è un momento, quando si gira tra gli stand del CES o si leggono i comunicati dei produttori, in cui sembra che i PC esistano solo per una cosa: fare intelligenza artificiale. Ogni notebook “pensa”, ogni chip “impara”, ogni tasto promette qualche magia basata su una NPU più potente della precedente. Poi però arriva Dell e, con una calma quasi disarmante, dice quello che molti sospettavano già: ai consumatori, almeno per ora, dell’AI nei PC importa davvero poco. Non è un titolo provocatorio, ma una constatazione che arriva direttamente da chi i computer li vende davvero.
PC e intelligenza artificiale, Dell frena: contano stabilità e autonomia
A dirlo è stato Kevin Terwilliger, responsabile dei prodotti Dell, in un’intervista rilasciata durante il CES ai colleghi di PC Gamer. Il punto non è che Dell voglia tornare indietro o proporre PC “senza AI”, anche perché sarebbe praticamente impossibile. I processori moderni, da Intel ad AMD fino a Qualcomm, integrano tutti NPU sempre più potenti, e Windows 11 è costruito attorno a questa idea. L’AI, volenti o nolenti, c’è già. Il problema è un altro: quando una persona entra in negozio o apre una scheda prodotto online, non sceglie il suo prossimo PC in base alle capacità di intelligenza artificiale. Anzi, spesso quelle sigle e quelle promesse finiscono per creare più confusione che entusiasmo.
Ed è qui che il discorso diventa interessante, soprattutto perché arriva da uno dei partner storici di Microsoft. A Redmond, infatti, l’AI è diventata quasi un’ossessione. Copilot ovunque, Copilot Plus PC come nuova categoria, funzioni che spuntano a ogni aggiornamento di Windows. Eppure, al di fuori delle presentazioni ufficiali, cresce la sensazione che questa corsa stia lasciando indietro ciò che davvero conta per molti utenti: un sistema stabile, veloce, rifinito, che non faccia impazzire con bug o funzioni poco chiare. Non a caso, sempre più voci chiedono un cambio di rotta, meno effetti speciali e più attenzione alle basi.
Dell, nel frattempo, non è certo rimasta a guardare. È stata tra le prime a puntare con decisione sui chip Qualcomm Snapdragon X Elite nel 2024, portandoli su modelli importanti come XPS 13 e Inspiron. Una mossa coraggiosa, se si pensa allo storico dominio dell’architettura x86. Ma anche qui, il motivo per cui molti utenti hanno deciso di dare una chance ai PC ARM non ha nulla a che vedere con l’AI. Le ragioni sono molto più concrete e, se vogliamo, quasi noiose: maggiore autonomia, prestazioni convincenti nell’uso quotidiano, efficienza energetica che finalmente fa la differenza.
In questo quadro, l’intelligenza artificiale resta una componente strategica, certo, ma non è il gancio emotivo che convince all’acquisto. Almeno non nel 2026. Dell continuerà a integrare NPU e funzioni AI, perché il mercato e le piattaforme lo richiedono, ma senza costruire tutto il marketing attorno a questo concetto. Il messaggio, in fondo, è semplice: quando i benefici dell’AI diventeranno davvero evidenti per chi usa il PC ogni giorno, allora se ne potrà parlare. Fino ad allora, meglio concentrarsi su quello che la gente chiede davvero, anche se fa meno scena sul palco.