Robert De Niro ha alzato di nuovo la voce contro Donald Trump, e stavolta lo ha fatto con parole che pesano come macigni. L’attore, due volte premio Oscar e tra i pochi grandi veterani di Hollywood ancora in piena attività, ha confessato di sentirsi quasi in conflitto con il proprio patriottismo. La frase che ha fatto il giro del web è cruda: amare il proprio Paese, ha detto, comincia a somigliare a una persona maltrattata che dice di amare il suo aguzzino.
Non è una novità che De Niro e Trump siano ai ferri corti. L’attore ha sempre usato discorsi, interviste e apparizioni pubbliche per attaccare il politico, considerato un pericolo per la democrazia già prima che vincesse le elezioni del 2024. Ma l’ultimo intervento, andato in scena domenica a New York, ha aggiunto un tono ancora più personale e amaro al solito botta e risposta tra i due.
Il concerto a New York e l’invito al pubblico
L’occasione è stata il concerto “Rise Up, Sing Out: A Concert for the First Amendment”, dedicato alla libertà di espressione. Sul palco, De Niro ha invitato il pubblico a urlare in coro una frase che molti hanno riconosciuto al volo: si tratta di una citazione presa direttamente da una sua battuta nel film Prima di mezzanotte. Un modo per strappare un sorriso amaro mentre il discorso si faceva sempre più tagliente.
“Sono quasi un difensore a oltranza della libertà di parola, anche delle opinioni che non mi piacciono, e di quelle ce ne sono parecchie. Quindi quando sento qualcosa che non mi va, uso la mia libertà di espressione per rispondere”, ha spiegato l’attore. E ha aggiunto il riferimento a una dichiarazione recente del presidente, secondo cui non penserebbe nemmeno un po’ alla situazione finanziaria degli americani. La replica di De Niro è stata diretta e senza filtri, ripetuta poi davanti alla folla.
L’accusa al Paese e la replica di Trump
Il momento più duro è arrivato quando De Niro ha messo in fila una serie di accuse pesantissime. “Non posso amare un Paese che inizia guerre stupide e disumane, uccidendo migliaia di innocenti e causando indirettamente la morte e la sofferenza di milioni di altre persone”, ha detto. Poi è andato avanti, parlando di assistenza sanitaria tolta a milioni di cittadini per arricchire, a suo dire, gli amici della cerchia vicina al presidente.
L’attore non si è fermato. Ha parlato di milizie mascherate che sparano ai cittadini per strada, di vicini torturati, di famiglie separate. E ha chiuso con una stoccata che non lascia spazio a interpretazioni: non può amare un Paese guidato da un uomo che ha definito tiranno razzista, misogino e xenofobo. “Voglio tornare ad amare il mio Paese. Voglio riprendermi il mio Paese”, ha concluso, scegliendo parole che suonano più come un appello che come una resa.
Per ora dalla Casa Bianca non è arrivata alcuna risposta a queste ultime dichiarazioni. Vale però la pena ricordare cosa era successo a febbraio, quando fu proprio Trump ad attaccare l’attore dopo le sue critiche durante un podcast. Usando il suo social Truth Social, il presidente aveva risposto con gli insulti soliti, definendo De Niro un malato mentale con un quoziente intellettivo estremamente basso, uno che non avrebbe idea di cosa fa o dice. Nello stesso messaggio aveva tirato in ballo anche Rosie O’Donnell, dicendo che De Niro fosse messo persino peggio di lei.