L’arrivo dei dazi imposti dagli Stati Uniti sta scuotendo l’equilibrio dell’economia globale. Quest’ultimi stanno estendendo la sua portata alle borse asiatiche, che hanno registrato forti cali. Dopo aver provocato pesanti perdite sui mercati finanziari di Wall Street e in Europa, ora si è arrivati ad una fase critica. Le borse di Hong Kong, Taiwan, Cina, Corea del Sud e Giappone stanno affrontando un crollo generalizzato dei titoli tecnologici. Ovvero i più vulnerabili agli effetti delle tariffe.
Gli effetti dei nuovi dazi
In particolare, Hong Kong e Taiwan si sono rivelati i Paesi più colpiti. Le perdite a doppia cifra sono diventate la norma. Titoli chiave come Alibaba, Tencent e Xiaomi hanno registrato cali significativi. Fino a quasi il 18%. Inoltre, anche per aziende come TSMC e Foxconn, i cali dei titoli sono stati notevoli. Con perdite prossime al 10%. Anche se la Cina e la Corea del Sud hanno visto riduzioni più contenute rispetto ai Paesi vicini, le perdite sono comunque importanti. L’indice SSE Composite di Shanghai ha registrato un calo dell’8%. Mentre Samsung e SK Hynix, in Corea del Sud, hanno visto i loro titoli scendere. Nello specifico, del 5,17% e del 9,55%. In Giappone, il mercato ha subito una flessione pesante, con l’indice Nikkei 225 che ha chiuso con una perdita del 7,83%. Titoli come Sony, Canon e Nintendo hanno visto i loro valori scendere drasticamente.
L’amministrazione Trump, da parte sua, sembra mantenere una posizione inflessibile. Secondo quanto dichiarato gli effetti positivi dei dazi si manifesteranno solo nel lungo termine. In un’intervista recente, Trump ha definito le sue politiche tariffarie come una cura necessaria per il commercio degli Stati Uniti. Eppure, non tutti gli economisti sono d’accordo con tale visione ottimistica. Esperti come Preston Caldwell di Morningstar Research Services avvertono che i dazi potrebbero rivelarsi una catastrofe per gli Stati Uniti. Con conseguenze che rischiano di estendersi ben oltre le semplici fluttuazioni dei mercati. Inoltre, le risposte dei Paesi colpiti dalla politica tariffaria americana non si sono fatte attendere. In molti stanno studiando contromisure per contrastare l’impatto dei dazi. Creando così un circolo vizioso di ritorsioni che potrebbe minare ulteriormente la crescita globale.