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David Jaffe, il creatore della serie di God of War, ha scelto di puntare il dito contro Sony. Secondo il game designer la casa di PlayStation starebbe abbassando l’asticella sia sul fronte dei videogiochi sia su quello delle edizioni da collezione, al punto da aver smarrito quella che lui stesso descrive come l’anima dell’azienda. Si tratta di una critica pesante, soprattutto perché arriva da un nome strettamente legato a una delle saghe più celebri dell’universo PlayStation.
Il malcontento non nasce dal nulla. Negli ultimi anni il colosso giapponese ha preso una serie di decisioni strategiche che hanno segnato il suo periodo storico più recente, e non tutte sono state accolte con entusiasmo. Anzi, una parte non trascurabile degli appassionati del mondo videoludico guarda oggi a Sony con una certa diffidenza, e tra queste voci critiche figura anche quella del padre di Kratos.
Il papà di God of War e il calo degli standard
Il cuore del discorso di Jaffe riguarda proprio la qualità. Il creatore di God of War parla apertamente di un calo degli standard, un’espressione che pesa parecchio quando viene associata a un marchio che per anni ha costruito la propria reputazione su produzioni curate e riconoscibili. Detto da chi ha contribuito a dare forma a quell’identità, il giudizio assume un peso ancora maggiore rispetto alle lamentele che circolano abitualmente tra i giocatori.
Non è insomma un semplice appunto tecnico su questo o quel titolo. La sensazione che emerge dalle sue parole è quella di un cambiamento più profondo, che tocca il modo stesso in cui Sony sembra rapportarsi ai propri prodotti e al pubblico che li acquista. Ed è qui che entra in gioco il concetto di anima aziendale, quella componente difficile da misurare ma che spesso fa la differenza nel rapporto tra un’azienda e la sua comunità.
Edizioni da collezione e perdita dell’anima aziendale
L’altro bersaglio della critica sono le edizioni da collezione. Per molti appassionati questi pacchetti rappresentano qualcosa in più rispetto al semplice gioco, un modo per possedere un pezzo della saga preferita e per sentirsi parte di qualcosa. Proprio per questo un eventuale abbassamento della qualità in questo ambito viene percepito con particolare fastidio, e Jaffe lo inserisce senza mezzi termini nel quadro di un declino più generale.
La domanda che aleggia attorno alle dichiarazioni del game designer è piuttosto diretta e riguarda la possibilità che la casa di PlayStation abbia davvero perso la sua anima. Una provocazione forte, che si lega al sentimento già diffuso tra diversi giocatori delusi dalle scelte compiute da Sony nel recente passato. Le parole del creatore di God of War vanno così ad aggiungersi a quel coro di voci critiche che da tempo accompagna le mosse del colosso giapponese, con la differenza che stavolta a parlare è uno dei volti storici legati proprio al marchio PlayStation.
Fonte: TecnoAndroid


