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Data center, Trump chiede alle aziende di pagare i residenti

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Il presidente americano Donald Trump vuole che i data center portino soldi direttamente nelle tasche dei cittadini. L’idea è semplice da raccontare e molto meno da mettere in pratica: le aziende che costruiscono questi impianti dovrebbero riconoscere un ritorno economico alle persone che vivono nelle vicinanze. Una proposta insolita, nata per rispondere a un malcontento che negli Stati Uniti cresce di pari passo con la corsa all’intelligenza artificiale.

Il punto di partenza è noto a chi segue il settore. Per addestrare ed eseguire i modelli AI servono strutture sempre più grandi e sempre più energivore, veri colossi che consumano enormi quantità di elettricità e hanno bisogno di molta acqua per funzionare. È una questione che riguarda il mondo intero, anche se oltreoceano viene vissuta con un’intensità decisamente maggiore rispetto a quanto accade in Italia. Da noi il dibattito resta ancora piuttosto tiepido, negli USA invece è diventato un tema quotidiano.

Perché i data center sono diventati un caso politico

Quando si parla di nuovi poli tecnologici si tende a immaginare posti di lavoro e sviluppo. La realtà sul territorio però è spesso diversa, perché molte comunità locali guardano a questi progetti con sospetto, quando non con aperta ostilità. Le preoccupazioni sono concrete e ricorrono quasi sempre: i consumi elettrici fuori scala, l’utilizzo delle risorse idriche e l’impatto complessivo sull’area in cui gli impianti vengono realizzati. Chi abita a pochi chilometri da una di queste strutture teme di pagarne il prezzo senza vederne i benefici.

Questa resistenza ha finito per trasformarsi in un problema politico vero e proprio. Non si tratta più soltanto di qualche protesta isolata o di un ricorso contro un singolo cantiere, ma di una tensione abbastanza diffusa da arrivare fino alla Casa Bianca. Ed è proprio in questo clima che Trump ha deciso di intervenire, scegliendo una strada che pochi si sarebbero aspettati e che punta a ribaltare la percezione delle infrastrutture digitali agli occhi dei residenti.

L’idea del dividendo per chi vive vicino agli impianti

La proposta è arrivata con un messaggio pubblicato su Truth Social il 21 ottobre. Nel post il presidente ha invitato le aziende tecnologiche a raggiungere accordi economici con le comunità interessate dai nuovi impianti, così da coinvolgere direttamente chi abita nei dintorni. In pratica i colossi del settore non dovrebbero limitarsi a costruire e gestire le loro strutture, ma condividere una parte del valore generato con i cittadini della zona.

Il cuore del piano sta in una sorta di dividendo da distribuire ai residenti. Nella visione della Casa Bianca questo meccanismo servirebbe a trasformare un’infrastruttura spesso contestata in un’opportunità economica per chi la ospita. Il ragionamento è abbastanza lineare: se vivere accanto a un data center comporta dei disagi, allora quei disagi andrebbero compensati con un beneficio tangibile, capace di cambiare l’atteggiamento delle persone nei confronti di questi progetti.

È un approccio che sposta il discorso dal piano tecnico a quello economico. Invece di concentrarsi solo su efficienza energetica o soluzioni per ridurre l’uso dell’acqua, l’idea di Trump punta a rendere i cittadini parte in causa, con un interesse diretto nel successo degli impianti. Secondo il presidente si tratterebbe della soluzione vincente per sbloccare una situazione che, negli Stati Uniti, sta diventando sempre più complicata da gestire per le aziende impegnate nella costruzione dei nuovi centri dedicati all’intelligenza artificiale.

Fonte: TecnoAndroid

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