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RuneScape Reignited è durato appena dieci giorni. Jagex lo aveva annunciato il 5 ottobre, con debutto fissato per il 2 dicembre, come un nuovo punto di partenza per chi si avvicinava per la prima volta al suo storico MMO o ci tornava dopo anni di pausa. Il 15 ottobre è arrivata invece la cancellazione, dopo una reazione della community a dir poco negativa.
A comunicarlo è stato il direttore creativo Ryan Philpott, che ha ammesso senza giri di parole che lo studio aveva “mancato il bersaglio”. Secondo lui gli sforzi per attirare nuovi giocatori e chi rientra non possono andare a scapito di chi gioca già. Durante RuneFest 2026, insieme alla game designer Molly Mason, Philpott aveva parlato a lungo del progetto, ma la questione di fondo non è sparita con lui. RuneScape porta con sé 25 anni di contenuti e questo resta tanto un punto di forza quanto un problema.
RunScape Reignited cancellato: un quarto di secolo di contenuti, pregio e ostacolo insieme
Chi inizia oggi si trova davanti a 25 anni di sistemi, storia, missioni, personaggi e tradizioni. Jagex vuole che le persone giochino, ma partire dal venticinquesimo anno può scoraggiare parecchio, anche perché tanti veterani hanno visto e fatto tutto e stanno a livelli che richiedono moltissimo tempo per essere raggiunti. Philpott definisce RuneScape “un gioco per la vita” e per una parte del pubblico è davvero così. C’è chi ha cominciato a giocare a scuola e oggi ha figli propri, con personaggi più vecchi dei bambini stessi.
Proprio per questo Reignited ha acceso tanta polemica. L’idea era offrire un ingresso più pulito ai nuovi arrivati, ma chi frequenta il gioco da decenni l’ha letta come un modo per spostare l’attenzione altrove e spaccare la comunità. Jagex ha accolto la critica e ora punta a far crescere il titolo in modo diverso. La nuova linea si riassume in una formula semplice, “nessun mondo separato”. Chi arriva o ritorna giocherà esattamente lo stesso RuneScape di tutti gli altri.
La Road to Restoration prosegue senza Reignited
Va chiarito che la modernizzazione non è stata abbandonata. La Road to Restoration, cioè lo sforzo di affrontare problemi di vecchia data invece di accumulare solo nuovi contenuti, continuerà insieme al piano del 2027. Philpott la descrive come un tentativo di “restituire il cuore al gioco”. Tra gli obiettivi c’è capire perché alcuni giocatori sconsiglino il titolo agli amici pur amandolo. Il primo esempio concreto riguarda l’abilità Agility. Mason è stata diretta, sostenendo che “aveva bisogno di attenzione da molto tempo”. Il lavoro non si limiterà ad aumentare l’esperienza ottenuta o ad aggiungere un percorso, ma cercherà di renderla più coinvolgente conservandone l’identità.
Poi c’è Gielinor, che dovrebbe diventare un mondo più vivo. Negli MMO, specie quelli più datati, tutto resta immobile per lungo tempo e poi cambia di colpo. Jagex vuole invece dare un senso di progressione verso gli eventi, a partire da Hoard of Dragons, che aprirà i contenuti del 2027 e condurrà a sviluppi narrativi più ampi come City of Gnomes, rimasto nella tabella di marcia. Alcuni archi riprenderanno trame lasciate in sospeso da anni, persino decenni. Il rischio è che chi si assenta per qualche giorno perda qualcosa, e lo studio ne è consapevole. L’intenzione è non costringere nessuno a collegarsi di continuo, distribuendo la costruzione degli eventi su periodi più lunghi.
Anche l’aggiornamento del 2 dicembre resta confermato. Arriveranno la guida all’avventura e la prima parte del Remastered Journey, mentre dal 2 al 12 dicembre ci sarà una prova gratuita dell’abbonamento di dieci giorni per tutti i personaggi idonei. La guida aiuterà a capire cosa fare dopo, perché secondo Mason avere 25 anni di contenuti non deve significare che qualcuno “debba perdersi in quei 25 anni”.
Ascoltare i giocatori e pensare a un multiverso
Nell’annuncio della cancellazione Philpott ha ricordato un episodio passato in cui Jagex non ascoltò i giocatori su importanti modifiche al combattimento, un errore da cui, a suo dire, lo studio ha impiegato più di dieci anni a riprendersi. Fermare un progetto a uno stadio così avanzato può risultare imbarazzante, ma resta una scelta più rispettosa verso il pubblico e meno dannosa per il marchio.
Philpott ha anche descritto il rapporto tra RuneScape, Old School RuneScape e RuneScape Dragonwilds con una parola precisa, “multiverso“. A questo si aggiunge l’annuncio di RuneScape 4, già in sviluppo. Philpott, il direttore creativo di Old School Kieran e quello di Dragonwilds Rick discutono regolarmente della serie nel suo insieme, anche di come usare la lore in modo diverso nei vari giochi. I team imparano gli uni dagli altri. Mason ha citato il lavoro di Old School su Mining e Smithing, ispirato alla precedente revisione di RuneScape, mentre i futuri raid di RuneScape potranno attingere all’esperienza maturata da Old School nel crearne di nuovi per il proprio pubblico.
Fonte: TecnoAndroid


