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Un imponente data center pensato per l’intelligenza artificiale sta spaccando in due la cittadina di Emporia, in Kansas, al punto che il consiglio comunale ha deciso di spostare tutto online dopo che alcuni suoi membri hanno ricevuto minacce di morte. La stessa amministrazione che, in una seduta precedente, aveva fatto arrestare un insegnante colpevole soltanto di aver applaudito i contrari al progetto. La decisione è arrivata due giorni prima dell’appuntamento fissato per il 5 agosto 2026 e coinvolge anche quello del 19 agosto 2026.
Il comunicato pubblicato dalla città sulla propria pagina Facebook non lascia molto spazio all’interpretazione. Le riunioni della commissione cittadina di Emporia previste per quelle due date si terranno in modalità virtuale, e in nessuna delle due sarà previsto uno spazio per i commenti del pubblico. Il tutto, spiegano dal municipio, nell’interesse della sicurezza pubblica.
L’amministrazione ha aggiunto di restare comunque impegnata a gestire gli affari pubblici in modo aperto e trasparente, adottando misure ragionevoli per proteggere funzionari eletti, personale comunale e cittadini. Ha inoltre ringraziato per la comprensione mentre queste misure temporanee vengono messe in atto senza interrompere l’attività ordinaria.
Passare a una riunione virtuale ha una sua logica, viste le minacce ricevute da alcuni dei responsabili della città. Il problema è che questa scelta ha cancellato di fatto la possibilità per i cittadini di intervenire dal vivo. Al loro posto è stato indicato un indirizzo email e un numero di telefono per far arrivare le proprie osservazioni in privato. Risultato: un gruppo di persone ha deciso di protestare fuori dall’auditorium municipale di Emporia.
La protesta dei cittadini e il nodo del data center
A far sentire la propria voce c’è anche Lux Claridge, la persona arrestata durante la seduta precedente per aver applaudito. Le sue parole raccontano bene il malumore che si respira in città. Non mette in dubbio che ci siano minacce credibili, ma si chiede quante siano davvero e da dove arrivino. Il sindaco Smith avrebbe fatto capire che le intimidazioni non sembrano provenire da persone del posto, aggiungendo però che ne basta una per rovinare una riunione. Da qui la scelta del formato online.
Claridge lo dice chiaramente: la sensazione è quella di essere puniti per colpa di gente venuta da fuori. Il passaggio al virtuale, in sé, non è il vero problema. Ciò che davvero non va giù è la chiusura dei commenti pubblici, una decisione di cui non riesce a comprendere il senso, e sulla quale chiede prove concrete rispetto alle minacce citate.
Durante la seduta il consiglio ha esaminato anche la petizione per portare al voto un possibile divieto ai data center. I membri hanno votato all’unanimità per inviarla a una revisione giudiziaria. La motivazione ufficiale: procedere diversamente avrebbe potuto esporre la città a cause legali, provenienti dall’una o dall’altra parte. Sul perché, però, non sono stati forniti dettagli.
Casi di amministrazioni locali finite in tribunale per aver vietato un data center non se ne conoscono. C’è però un precedente indiretto: un senatore del Texas ha avvertito una contea del suo stato che una misura del genere non sarebbe legale. Molto probabilmente i commissari di Emporia stanno semplicemente cercando di muoversi con prudenza per evitare guai giudiziari, anche se il monito arrivava da tutt’altro stato.










