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Data broker, perché Apple non può cancellare i dati già venduti

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Sembra la trama di una puntata di Black Mirror, eppure negli Stati Uniti è perfettamente legale che un’azienda compri e rivenda i nostri dati personali senza alcun consenso esplicito. Apple ha messo a punto strumenti davvero utili per limitare il tracciamento futuro, come App Tracking Transparency, Nascondi la mia email e iCloud Private Relay. Il problema vero però rimane intatto, perché nessuna di queste funzioni può cancellare le informazioni già raccolte, acquistate e disseminate negli ultimi dieci anni in centinaia di archivi gestiti dai cosiddetti data broker.

La questione torna d’attualità con la Cybersecurity Awareness Week, la campagna annuale che invita privati e aziende a rafforzare la propria sicurezza digitale. Di solito si parla di password robuste, di autenticazione a più fattori e di come riconoscere le email di phishing. Molto meno spazio viene dato a una minaccia altrettanto concreta, cioè la mole di informazioni su di noi e sulle nostre famiglie che circola già nei database dei broker e che comporta rischi paragonabili a un clic sul link sbagliato.

Cosa sanno davvero i data broker

Quasi tutti restano sorpresi quando scoprono quante informazioni possono ottenere pubblicitari e truffatori semplicemente acquistandole da uno dei tanti data broker in circolazione. I lunghissimi termini e condizioni accettati senza leggerli quando si scarica un’app o ci si registra su un sito contengono spesso una clausola che autorizza a “condividere i dati con partner selezionati”. Tradotto in pratica significa che anche dati delicatissimi come la cronologia degli spostamenti possono finire nelle mani di questi intermediari, che poi li rivendono a chiunque sia disposto a pagare.

Le fonti sono molteplici e il risultato è un profilo dettagliato di ogni persona. Numero di cellulare, indirizzo di casa, numero di previdenza sociale, cognome da nubile, legami familiari, ex datori di lavoro, finanziamenti per l’auto e vecchi indirizzi vengono impacchettati e venduti ai pubblicitari e a chiunque li richieda, compreso chi ha intenzioni tutt’altro che limpide. Il settore è in gran parte privo di regole e questo vuol dire pochissime tutele su chi può comprare queste informazioni e su cosa possa farci.

Il rischio, oltretutto, cresce con il tempo. Un truffatore o un hacker che conosce già la qualifica professionale di qualcuno, i nomi dei vicini e il luogo in cui è cresciuto può confezionare messaggi di phishing davvero difficili da smascherare. E per chi teme per la propria incolumità fisica i siti di ricerca di persone funzionano come elenchi pubblici e consultabili, capaci di ricostruire posizione, parenti e abitudini quotidiane a beneficio di chiunque.

Il fai da te e la soluzione automatica di Incogni

Nella maggior parte degli stati americani esiste il diritto di pretendere la rimozione dei propri dati da questi archivi. Farlo però richiede un tempo enorme ed è reso difficile di proposito. Bisogna contattare letteralmente centinaia di società, ognuna delle quali complica la procedura per scoraggiare i tentativi. I moduli di cancellazione sono spesso nascosti, a volte servono richieste lunghe e articolate e non è possibile inoltrare un’unica domanda per l’intera famiglia, dato che ogni componente deve procedere separatamente. Anche quando tutto va a buon fine nulla impedisce ai broker di acquistare nuovi dati e ricominciare da capo. Gestire bene la faccenda su centinaia di siti diventa un lavoro part time e senza solleciti costanti le probabilità di successo restano basse.

Incogni automatizza l’intero processo. Una volta configurato l’account, il servizio invia richieste di cancellazione legalmente vincolanti a oltre 420 database di broker e si occupa dei solleciti quando questi oppongono resistenza o provano a raccogliere di nuovo le informazioni. Il lavoro non si esaurisce in un solo passaggio ma viene ripetuto a intervalli regolari, così che i dati restino fuori da quegli archivi nel tempo.

Il piano Unlimited di Incogni estende la copertura a più di 3.000 siti aggiuntivi. In più consente di inviare richieste personalizzate per qualsiasi pagina in cui compaiano le proprie informazioni. Una dashboard mostra in tempo reale lo stato di ogni richiesta, distinguendo ciò che è già stato rimosso da ciò che è ancora in lavorazione. L’effetto concreto è una riduzione delle chiamate automatiche e dello spam e un bersaglio molto più piccolo per ladri d’identità e truffatori, senza dover passare ore ogni settimana a combattere con i broker.

In occasione della Cybersecurity Awareness Week il servizio è disponibile con uno sconto del 58% inserendo il codice promozionale dedicato al momento del pagamento, con la possibilità di disdire l’abbonamento in qualsiasi momento.

Fonte: TecnoAndroid

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