I documenti italiani nel dark web hanno un valore che sorprende, e non in senso positivo. Secondo una ricerca condotta da NordVPN e NordStellar, passaporti, carte d’identità e patenti del nostro Paese sono tra i più costosi in assoluto nei mercati illegali della rete sommersa. Un dato che racconta molto su quanto le identità italiane facciano gola al crimine informatico e su quanto sia fragile, in fondo, la protezione dei dati personali di chi vive nella penisola.
Quanto costano i documenti italiani nel dark web
Partiamo dai numeri, che fanno un certo effetto. Un passaporto italiano in versione digitale si trova in vendita per circa 30 euro. Può sembrare una cifra irrisoria, ma è solo la punta dell’iceberg. Per la versione fisica, quella con filigrane e ologrammi, rubata oppure contraffatta, il prezzo medio si aggira intorno ai 1.400 euro. E qui arriva il dato più clamoroso: non esiste passaporto fisico più costoso al mondo nel dark web. L’Italia si piazza dunque ai vertici globali per il valore dei propri documenti in circolazione nell’internet sommerso.
Le carte d’identità fisiche italiane non sono da meno: per ottenerne una servono in media circa 1.650 euro, mentre una patente di guida si aggira sui 1.100 euro. Numeri altissimi, superati soltanto dalla Germania. Per quanto riguarda le versioni digitali dei documenti italiani, il nostro Paese si colloca al settimo posto nella classifica mondiale, dietro a Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti. In cima alla lista c’è Israele, dove un passaporto digitale costa circa 65 euro.
Il problema dei dati rubati e i pacchetti “fullz”
Il meccanismo che alimenta questo mercato nero è tanto semplice quanto inquietante. Quando i documenti non sono direttamente rubati (e quindi autentici), vengono costruiti utilizzando dati reali sottratti durante le violazioni informatiche che ormai riempiono le cronache. Parliamo degli attacchi hacker che portano via interi database con nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono e email. Materiale sufficiente per ricostruire un’identità credibile e stamparla su un documento falso, pronto per essere rivenduto a caro prezzo.
Nel dark web esistono anche dei veri e propri pacchetti chiamati “fullz”, che includono versioni digitali di carta d’identità e patente di guida, insieme a codici fiscali, indirizzi email e altri dati sensibili. Una sorta di kit completo dell’identità digitale altrui, disponibile per circa 110 euro. Per le varianti fisiche, come già visto per il passaporto, le cifre salgono enormemente.
Molto richiesti sono anche gli account. Un profilo italiano su Binance, la nota piattaforma di criptovalute, vale circa 145 euro, oltre dieci volte il valore di una carta Visa clonata, che si aggira sui 14 euro. La differenza di prezzo si spiega facilmente: le transazioni in cripto sono molto più complesse da tracciare rispetto alle operazioni sui canali bancari tradizionali, che possono essere seguite con estrema facilità.
Come difendersi, almeno in parte
I ricercatori di NordVPN e NordStellar non lasciano grandi spiragli di ottimismo su questo fronte. Le possibilità di intervento per il singolo cittadino sono limitate. Il consiglio è quello di evitare per quanto possibile la condivisione di dati sensibili online e di prestare attenzione costante ai movimenti sospetti sui propri conti finanziari. Poco altro si può fare, se non prendere atto che i documenti italiani nel mercato nero digitale valgono letteralmente oro.