Ogni account online ha un valore economico ben preciso sul dark web, e potrebbe già essere finito in vendita senza che il legittimo proprietario ne abbia la minima idea. Questa non è un’ipotesi teorica, ma il risultato di un’analisi condotta dai ricercatori di NordVPN, che hanno passato al setaccio circa 75 mila annunci pubblicati nel mercato nero di internet. Quello che ne emerge è piuttosto inquietante: le informazioni personali degli italiani sono tra le più richieste a livello globale. E no, non c’entra nulla la reputazione della cucina italiana.
Il Nord America resta saldamente in testa con oltre il 70% delle inserzioni totali, ma la presenza dell’Italia nella top 10 racconta qualcosa di molto specifico: i criminali informatici puntano in modo attivo al sistema finanziario del nostro Paese. Un dato che dovrebbe far alzare più di un sopracciglio, soprattutto considerando quanto poco costa, in concreto, mettere le mani sull’intera vita digitale di una persona.
Marijus Briedis, Chief Technology Officer di NordVPN, lo ha detto in modo piuttosto diretto: “Ogni account online che possiedi ha un prezzo sul dark web. I tuoi abbonamenti alle piattaforme di streaming, le tue email, le credenziali del tuo home banking, i tuoi profili social. La maggior parte delle persone resterebbe scioccata nello scoprire quanto poco costa a un criminale acquistare la loro intera identità digitale.”
E qui arriva il dettaglio che colpisce davvero: secondo Briedis, con il costo di un pieno di benzina un criminale può acquistare dati personali sufficienti a creare un’identità falsa a nome di qualcun altro. Basta pensare a episodi come l’attacco hacker subìto da Booking, con l’enorme quantità di dati personali degli utenti che è stata sottratta, per capire quanto sia concreto il rischio e quanto siano gravi le possibili conseguenze.
Come proteggere la propria identità digitale dai cybercriminali
Proteggere i propri account dal dark web significa, in sostanza, proteggere la propria identità digitale. E il primo passo, forse quello più difficile, è abbandonare la convinzione che certe cose capitino sempre e solo agli altri. Briedis ha sottolineato un punto fondamentale: “La maggior parte delle persone è convinta che il furto d’identità non la riguarderà mai o che, se dovesse accadere, se ne accorgerebbe subito.”
La realtà, però, è ben diversa. “La verità è che i tuoi dati potrebbero già essere in vendita e non avresti alcun modo di saperlo, a meno di non verificarlo attivamente.” Questo passaggio è cruciale, perché smonta l’idea che basti un po’ di buon senso per stare al sicuro. La consapevolezza da sola non basta: servono strumenti concreti in grado di monitorare il dark web alla ricerca dei propri dati personali, con la capacità di inviare un avviso nel momento in cui qualcosa risulti effettivamente in vendita.
Il quadro complessivo che emerge da questa analisi è tutt’altro che rassicurante. Con 75 mila annunci analizzati e l’Italia stabilmente nella top 10 dei Paesi più colpiti, la questione della sicurezza degli account online non può più essere trattata come un argomento di nicchia. Le credenziali bancarie, i profili social, gli abbonamenti in streaming: tutto ha un prezzo sul dark web, e quel prezzo è spesso sorprendentemente basso.