La crisi energetica che sta colpendo l’Europa ha spinto le istituzioni comunitarie a mettere mano a un pacchetto di interventi che punta a dare risposte concrete sia nell’immediato che nel lungo periodo. Il piano si chiama AccelerateEU e la sua presentazione ufficiale alla Commissione è prevista per mercoledì prossimo, ma dalla bozza trapelano già gli elementi fondamentali della strategia.
Il punto di partenza è chiaro: servono misure urgenti per proteggere famiglie e imprese dall’impatto del caro bollette, e allo stesso tempo vanno costruite politiche capaci di produrre effetti strutturali nel medio e lungo termine. Non si tratta solo di tamponare l’emergenza, insomma, ma di ripensare il modo in cui l’Europa affronta la questione energetica nel suo complesso.
Le risorse in campo: Pnrr e fondi di Coesione
Per finanziare tutto questo, Bruxelles guarda ai soldi già disponibili. La proposta contenuta nella bozza di AccelerateEU è quella di dirottare le risorse non utilizzate del Pnrr e dei fondi di Coesione verso le politiche energetiche. Si parla di cifre tutt’altro che trascurabili: 184 miliardi di euro provenienti dal Pnrr e 38 miliardi dai fondi di Coesione, per un totale di oltre 220 miliardi potenzialmente mobilitabili.
Ma la portata della sfida è ancora più ampia. Secondo le stime della Commissione, gli investimenti necessari per la transizione verso le fonti rinnovabili ammontano a circa 660 miliardi di euro annui da qui al 2030. Una cifra enorme, che dà la misura di quanto lavoro ci sia ancora da fare per rendere il sistema energetico europeo meno dipendente dalle fonti fossili e più resiliente rispetto a shock esterni come quello che stiamo vivendo.
Cinque linee d’azione contro la crisi energetica
Il documento prevede cinque linee d’azione distinte. Le prime tre sono pensate per produrre benefici immediati, con interventi mirati a dare sollievo rapido a chi sta pagando il prezzo più alto della crisi energetica. Le restanti due, invece, hanno un orizzonte temporale più lungo e puntano a costruire le condizioni per un cambiamento strutturale del sistema energetico europeo.
Tra le misure a effetto immediato rientrano gli aiuti contro il caro bollette, con l’obiettivo di alleggerire il peso delle tasse in bolletta e sostenere direttamente le fasce più vulnerabili della popolazione. Il piano AccelerateEU prende in considerazione anche strumenti come lo smart working, che oltre a rappresentare una modalità lavorativa ormai consolidata, può contribuire concretamente alla riduzione dei consumi energetici legati agli spostamenti e alla gestione degli edifici adibiti a ufficio.
Le misure di medio e lungo periodo, invece, si concentrano sulla necessità di accelerare la transizione energetica, aumentando la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e riducendo progressivamente la dipendenza da combustibili fossili. Bruxelles, con questa bozza, manda un segnale piuttosto netto: la crisi energetica non può essere affrontata solo con provvedimenti tampone, ma richiede un ripensamento complessivo della strategia energetica continentale.