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Scegliere tra un controller a pile e uno con batterie ricaricabili sembra una faccenda da poco, almeno finché non arriva il momento di mettersi a giocare e ci si accorge che l’energia è finita proprio sul più bello. Il confronto tra batterie integrate e pile sostituibili è più aperto di quanto si possa pensare, perché entrambe le soluzioni portano con sé vantaggi e svantaggi che pesano in modo diverso a seconda delle abitudini d’uso di chi impugna il pad. Non esiste quindi una risposta valida per tutti. La scelta tra un controller alimentato da pile e uno dotato di accumulatore interno dipende soprattutto da come viene vissuto il gioco ogni giorno, e capire da dove nasce questa divisione aiuta a orientarsi meglio. Il tema riguarda da vicino anche i due grandi nomi del mercato console, che su questo punto hanno preso strade piuttosto diverse.
Pile e ricarica, un salto indietro nel tempo
Basta pensare alle pile per avere subito una sensazione un po’ rétro. Richiamano alla mente gli anni 90 e i primi anni 2000, quando cambiare le batterie a telecomandi, giocattoli e periferiche faceva parte della routine domestica e nessuno ci badava troppo. Oggi lo scenario è parecchio cambiato e la gran parte dei dispositivi che usiamo ogni giorno si ricarica semplicemente collegando un cavo a una presa USB o USB di tipo C. Proprio questa abitudine ormai radicata rende la questione ancora più curiosa. Se quasi tutto ciò che teniamo in tasca o sulla scrivania vive di ricariche via cavo, viene spontaneo chiedersi perché alcuni pad continuino a funzionare con alimentazione esterna. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un piccolo anacronismo, anche se le cose sono meno scontate di come appaiono a prima vista.
Contano le abitudini di chi gioca
Il punto centrale della faccenda resta sempre lo stesso, ovvero il modo in cui ciascuno utilizza il proprio controller. Le batterie integrate e le pile sostituibili hanno pregi e limiti che non si possono giudicare in astratto, e lo stesso dispositivo può risultare comodissimo per una persona e poco pratico per un’altra.
Da una parte c’è la praticità di collegare il pad a un cavo e ritrovarlo pronto, senza dover pensare ad altro. Dall’altra c’è la libertà di sostituire le celle esaurite con altre cariche e tornare subito in partita. Due approcci lontani che rispondono a esigenze differenti, ed è proprio per questo che il dibattito tra i due sistemi di alimentazione resta vivo anche oggi, senza un vincitore netto capace di mettere tutti d’accordo.
Xbox e PlayStation, due filosofie a confronto
La divisione si vede chiaramente osservando le due console più diffuse. I controller di Xbox continuano a basarsi su batterie esterne per la propria alimentazione, mantenendo un’impostazione che a molti ricorda proprio quella delle periferiche di qualche decennio fa. È una scelta che può sorprendere chi è abituato a ricaricare ogni gadget con un cavo, ma che rientra a pieno titolo nel confronto tra le due soluzioni.
Sul fronte opposto si collocano i pad di PlayStation, che dispongono invece di una batteria ricaricabile integrata e seguono la stessa logica di smartphone, auricolari e tanti altri dispositivi elettronici di uso quotidiano. Da una parte quindi il sistema con pile sostituibili scelto per i controller di Xbox, dall’altra l’accumulatore interno che caratterizza i controller di PlayStation e che si ricarica collegandoli via cavo.
Fonte: TecnoAndroid


