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Una stella verde sembrava fino a poco tempo fa una specie di fantasia da illustratore, eppure il cielo riserva ancora qualche sorpresa. Un nuovo studio ha mostrato che le nane bianche, oggetti celesti che per definizione ci si aspetta di vedere candidi o tutt’al più con una sfumatura azzurrina, possono in realtà assumere tonalità del tutto inattese. Si parla di verde, appunto, ma anche di rosa e di altre gradazioni che difficilmente qualcuno avrebbe associato a questi corpi celesti.
La ricerca è stata guidata dall’Università di Warwick e mette in discussione un’idea piuttosto radicata, quella secondo cui il nome di queste stelle racconti già tutto del loro aspetto. In effetti nella maggior parte dei casi le cose stanno proprio così. Le nane bianche si chiamano in questo modo perché appaiono davvero bianche, oppure leggermente tendenti all’azzurro. Ma la regola, a quanto pare, ammette eccezioni parecchio vistose.
Il punto è che questa etichetta, nata dall’osservazione della gran parte degli esemplari conosciuti, non si adatta a tutti. Alcuni di questi oggetti sfuggono allo schema e mostrano una tavolozza che nessuno avrebbe messo in conto. Ed è proprio su questa minoranza che si è concentrato il lavoro dei ricercatori britannici.
Nane bianche: una tavolozza che nessuno si aspettava
L’elenco delle tinte individuate è sorprendente. Accanto al classico bianco compaiono il giallo, il ciano, il rosa, il viola e perfino il verde, che tra tutti è forse il colore più spiazzante. Una stella verde, del resto, va contro l’immagine che quasi chiunque ha in mente quando pensa a un astro, di solito immaginato in tonalità che vanno dal rosso al giallo fino al bianco e al blu.
Non si tratta quindi di semplici sfumature appena percettibili o di variazioni minime rispetto al bianco di partenza. Lo studio descrive colori insoliti nel vero senso della parola, abbastanza marcati da distinguere questi oggetti dal resto della loro famiglia. Per chi osserva il cosmo è un po’ come scoprire che un gruppo di oggetti ritenuti tutti uguali nasconde in realtà personalità molto diverse tra loro.
Questa varietà cromatica rende le nane bianche ancora più interessanti agli occhi degli astronomi. Un oggetto che si presenta con un colore fuori dal comune porta con sé informazioni preziose su ciò che accade al suo interno, o meglio in superficie, e diventa quindi una sorta di indizio da decifrare.
Il ruolo della composizione atmosferica
La spiegazione di questo fenomeno, secondo lo studio, va cercata nell’atmosfera di queste stelle. A determinare i colori così particolari è infatti la loro densa composizione atmosferica, che modifica il modo in cui appaiono. In altre parole il colore non dipende soltanto dalla stella in sé ma anche dallo strato che la avvolge, capace di trasformare quello che altrimenti sarebbe il consueto bianco in qualcosa di completamente diverso.
È un dettaglio che cambia parecchio la prospettiva. Se l’aspetto di una nana bianca è legato a ciò che compone la sua atmosfera, allora il colore diventa una specie di carta d’identità, un elemento che racconta qualcosa sulla natura dell’oggetto osservato. Ed è proprio questa densità atmosferica a permettere la comparsa di tinte come il verde o il rosa, che fino a oggi sembravano decisamente fuori luogo per questo tipo di stelle.
Il lavoro guidato dall’Università di Warwick mostra così che le nane bianche non sono tutte uguali e che il loro nome, per quanto azzeccato nella maggior parte dei casi, non basta a descriverle tutte. Tra gli esemplari studiati figurano oggetti dalle sfumature gialle, ciano, rosa, viola e verdi, tutte legate alla densa composizione della loro atmosfera.
Fonte: TecnoAndroid


