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Il debutto della PlayStation 2 viene ricordato oggi come uno dei momenti più importanti nella storia dei videogiochi, eppure all’inizio le cose non andarono affatto lisce. Nei primi anni Duemila la console di Sony dovette fare i conti con una partenza in salita, prima di trasformarsi in una vera icona di quel periodo grazie a titoli innovativi e a una grafica che, agli occhi dei videogiocatori del 2000, sembrava quasi impossibile. Un percorso tutt’altro che scontato, che merita di essere raccontato con un po’ di calma.
Per tantissimi appassionati quel passaggio ha rappresentato il primo vero contatto con una nuova generazione di console. Molti ci sono arrivati proprio a bordo di una fiammante PS2, ed è facile capire perché quel ricordo sia rimasto così vivo. Cambiare macchina da gioco, all’epoca, significava ritrovarsi davanti a qualcosa di diverso, a un modo nuovo di intendere l’intrattenimento casalingo. Non si trattava solo di avere un apparecchio più recente sotto il televisore, ma di percepire in modo concreto che il medium stava facendo un passo avanti.
Una partenza tutt’altro che semplice per PlayStation 2
Chi pensa che il successo di PS2 sia stato immediato e inevitabile dovrebbe riguardare con attenzione quei primi mesi. La console, infatti, si presentò in difficoltà rispetto al Dreamcast, la macchina che in quella fase sembrava avere qualche carta in più da giocare. Uno scenario curioso, se letto con il senno di poi, perché la sfida si è poi risolta in modo completamente diverso da come lasciavano intuire le premesse.
Il Dreamcast, nonostante quel vantaggio iniziale, rimase comunque un prodotto di nicchia. Anzi, per molti giocatori si trattò di un sistema quasi invisibile, tanto che parecchi per anni non seppero nemmeno della sua esistenza. Un dettaglio che dice molto su quanto il mercato di allora fosse diverso da quello attuale, e su come la notorietà di una console potesse restare confinata a una cerchia ristretta di appassionati. Il confronto, insomma, non era una semplice gara di numeri ma anche una questione di visibilità e di presenza nell’immaginario collettivo.
Per la creatura di Sony, intanto, la strada continuava a essere in salita. L’avvio sofferto metteva in discussione una traiettoria che oggi diamo per scontata, e nulla lasciava presagire con sicurezza il dominio che sarebbe arrivato più avanti. Era una fase di incertezza vera, in cui il futuro della piattaforma non era ancora scritto.
Il salto tecnico che cambiò le carte in tavola
A ribaltare la situazione fu soprattutto un salto tecnico tangibile, di quelli che si notano a colpo d’occhio senza bisogno di leggere schede o specifiche. Il progresso sul piano visivo fu notevole e i giocatori se ne accorsero subito. La grafica PS2 mostrava qualcosa che pochi si sarebbero aspettati di vedere su uno schermo di casa, e proprio questa sensazione di stupore contribuì a costruire la reputazione della console.
Accanto alla potenza pura arrivarono anche titoli innovativi, capaci di sfruttare quelle nuove possibilità e di dare un senso concreto all’evoluzione hardware. È la combinazione di questi due elementi, la qualità tecnica da una parte e le idee dei giochi dall’altra, ad aver trasformato una partenza incerta in una storia di successo. Senza l’una o senza l’altra, probabilmente, il percorso sarebbe stato ben diverso. Proprio quel balzo in avanti sul fronte tecnico finì per sancire il successo di PlayStation 2, un risultato che all’inizio non era affatto così certo.
Fonte: TecnoAndroid


