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Claude contro ChatGPT: sorpasso nel 2037 solo in 1 caso su 13

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Il sorpasso di Claude su ChatGPT appare ancora molto lontano. Un’analisi basata su 250.000 scenari futuri indica che, nella maggior parte dei casi, il chatbot di OpenAI conserverà la leadership anche nel 2037. L’assistente di Anthropic riesce a scavalcarlo soltanto in circa una simulazione su tredici, cioè nel 7,8% dei casi. Si tratta di una percentuale tutt’altro che trascurabile, se si considera da dove era partita la corsa.

Il confronto prende come riferimento agosto 2025, quando ChatGPT riceveva 32 volte più visite web di Claude. Dodici mesi dopo il rapporto si è ridotto a circa 5,5 a 1. Non siamo ancora a un testa a testa ma il recupero è evidente. Lo studio ha messo a confronto le visite mensili di cinque chatbot tra agosto 2025 e agosto 2026, partendo dalle stime di Ahrefs e Semrush, due dei principali strumenti di misurazione del traffico in rete.

Un anno di traffico tra crescite record e frenate

ChatGPT è passato da 5,4 a 6,6 miliardi di visite al mese, con un incremento del 22,22%. Cresce ancora, certo, ma con il fiatone di chi ha già scalato quasi tutta la montagna. Claude invece è salito da 167,8 milioni a 1,2 miliardi, segnando un impressionante +615,14% che sembra uscito da un grafico sbagliato. Anche Gemini di Google ha fatto un bel salto, da 282,8 milioni a 1,2 miliardi (+324,33%), e del resto chi ha un motore di ricerca in casa parte comunque avvantaggiato.

La parabola più amara è quella di DeepSeek. Ad agosto 2025 occupava il secondo posto con 303,8 milioni di visite, un anno dopo è scivolato in quarta posizione con 339,1 milioni. Il traffico è persino aumentato, solo che gli altri hanno corso molto più veloce. Grok ha guadagnato il 40,28% arrivando a 217,3 milioni. Sul fronte della quota di mercato ChatGPT ha perso 16,5 punti e si ferma al 69,1%, mentre Claude e Gemini sono appaiati al 12,6% ciascuno.

Guardando i mesi da vicino, però, l’andamento somiglia a un giro sulle montagne russe. Tra marzo e agosto 2026 Claude ha continuato a salire del 66,2% fino a toccare 1,2 miliardi, mentre Gemini si è fermato al 9,1%. Gran parte del merito va a marzo, un mese davvero anomalo per Anthropic con un balzo del 150,85% in appena trenta giorni. ChatGPT ha avuto un passo decisamente più incerto, con un miliardo di visite in più a marzo e un miliardo in meno ad aprile. Il saldo finale resta positivo, ma chi segue i grafici mese per mese rischia il mal di mare.

Come sono state costruite le 250.000 simulazioni

La strada più semplice, e anche la più ottimista, sarebbe stata prendere la crescita media di Claude, pari al 17,8% mensile. Con quel ritmo Anthropic raggiungerebbe OpenAI già l’estate prossima. Se invece si considera l’andamento più sobrio registrato da maggio, intorno al 6,7% al mese, la parità slitterebbe verso il 2029.

Gli analisti hanno scartato entrambe le ipotesi e hanno scelto un modello statistico chiamato AR(1), secondo cui la variazione di un mese influenza quella successiva. A questa regola si aggiungono sorprese pescate a caso dallo storico, un po’ come estrarre bigliettini da un cappello. Poi il nastro viene riavvolto e i prossimi anni vengono rigiocati fino ad aprile 2037, per ben 250.000 volte. Ogni simulazione alterna salite e cadute proprio come accade nella realtà.

Il risultato vede Claude superare ChatGPT entro aprile 2037 nel 7,8% degli scenari, mentre Gemini ci riesce nel 3,8%. In tutti gli altri casi il re resta saldamente sul trono. Gli stessi autori ammettono senza problemi che non si tratta di una previsione ma di uno scenario possibile. Tredici mesi di dati sono una finestra stretta per immaginare dodici anni di futuro, e nel conteggio mancano sia le app mobili sia l’uso tramite API, cioè buona parte del modo in cui persone e aziende sfruttano davvero questi strumenti. Se poi agenti AI e interfacce integrate in applicazioni su misura dovessero prendere il sopravvento, aprire direttamente il sito di un chatbot diventerebbe un gesto d’altri tempi, come digitare a mano un indirizzo nella barra di ricerca, e l’intera gara sulle visite web potrebbe perdere di significato.

Fonte: TecnoAndroid

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