I robot militari cinesi non sono più fantascienza. L’esercito della Repubblica Popolare ha presentato quella che viene definita una vera e propria “muta di lupi” robotici, unità autonome dotate di armamento pesante e coordinate da un sistema di intelligenza artificiale centrale che le fa operare come uno sciame. E no, non si tratta di render o video promozionali: queste macchine stanno già svolgendo missioni simulate sul campo.
La Cina ha fatto della robotica militare una questione di stato. Nell’ultimo piano quinquennale, il paese ha puntato tutto su robot autonomi, IA agentica, sviluppo dell’industria dei semiconduttori e 6G come infrastruttura portante per dare vita a quella che viene chiamata “IA fisica”. Che i cani robot avessero un ruolo importante nel programma militare cinese era noto da tempo. Quello che nessuno si aspettava è che fossero già pronti a operare in branco, con ruoli differenziati e capacità decisionali condivise.
Ogni singolo robolupo pesa circa 70 chili e può trasportare ulteriori 25 chili di carico. La piattaforma base è identica per tutti, ma la personalizzazione è totale: sensori, armi, strumenti di ricognizione, materiale logistico. Possono essere controllati a distanza da operatori umani, certo, ma il cuore del sistema sta altrove. Il vero salto in avanti è che l’intera muta può funzionare sotto il controllo di un’IA centrale, un cervello collettivo che prende decisioni per il gruppo in modo autonomo, esattamente come farebbe un branco di lupi veri.
I robolupi in Cina: ruoli distinti, nomi in codice e capacità di fuoco
Il sistema prevede ruoli specifici per ogni unità, e ognuna ha un nome. “Shadow” è il robot da ricognizione, quello che raccoglie informazioni sull’ambiente e le condivide con il resto del gruppo attraverso una rete di rilevamento condivisa. “Polar” fornisce supporto logistico. E poi c’è “Bloody”, che già dal nome lascia poco all’immaginazione: può trasportare lanciagranate, lanciarazzi e fucili automatici.
La parte che fa più impressione, però, è la capacità dello sciame di muoversi in formazioni tattiche autonome. Grazie al sistema di controllo a sciame, i robot possono circondare obiettivi, bloccarli e, in ultima istanza, aprire il fuoco. Uno dei responsabili della ricerca sul sistema d’armamento Atlas in Cina ha spiegato che questi droni “comprendono” le intenzioni degli altri membri del gruppo e possono eseguire azioni collaborative anche in assenza di segnali di comunicazione con il comando. Questo li rende operativi anche in scenari dove le comunicazioni satellitari non sono disponibili.
Limiti reali e ambizioni a lungo termine
Serve però un po’ di contesto. Queste unità non sono invincibili, anzi. Lo stesso esercito cinese ha ammesso che i robolupi non dispongono di blindatura, il che li rende vulnerabili perfino al fuoco leggero. L’obiettivo dichiarato, al momento, non è raggiungere la perfezione ma dimostrare che sia possibile sostituire truppe umane con robot, riducendo le perdite in caso di conflitto aperto. La forza, come in una muta reale, non sta nel singolo individuo ma nella capacità di operare insieme.
C’è anche un limite che, a dire il vero, rassicura almeno un po’: sebbene i robot siano in grado di identificare e puntare bersagli in modo autonomo, non possono aprire il fuoco senza conferma umana. Almeno per ora.
Gli algoritmi del sistema permettono inoltre di coordinare attacchi tra droni terrestri e aerei, e persino di guidare armi laser. Un esempio concreto: i robot possono dare priorità agli obiettivi, neutralizzando prima quelli più pericolosi e lasciando in secondo piano quelli meno rilevanti. Zhang Wei, ricercatore della China Electronics Technology Group, ha dichiarato che il traguardo finale è raggiungere robot con “totale autonomia su larga scala”, uno scenario in cui droni diversi operino in modo collaborativo senza intervento umano, prendendo decisioni e portando a termine missioni complesse in piena autonomia.
I robot militari cinesi stanno già svolgendo esercitazioni simulate e sono stati impiegati anche in contesti civili, come nelle unità dei vigili del fuoco per missioni di ricognizione e spegnimento incendi.