Chi usa Chrome sugli smartphone sta per ricevere una mano in più quando si tratta di riempire moduli online. Google ha deciso di portare anche su Android e iOS le funzioni avanzate di compilazione automatica che erano arrivate qualche mese fa sulla versione desktop del browser, sfruttando l’integrazione con Google Wallet. L’annuncio è arrivato attraverso un breve post sul blog The Keyword, e segna un passo avanti per chi è abituato a fare check-in dei voli, pagare il parcheggio o gestire altre piccole incombenze direttamente dal telefono.
Cosa cambia con la compilazione automatica su Android e iOS
Sei mesi fa il colosso di Mountain View aveva alzato l’asticella, permettendo di inserire in modo automatico dati ben più complessi rispetto al solito nome e indirizzo. Parliamo dei dettagli di un volo, per esempio, oppure delle informazioni legate a un veicolo, come la targa e il numero di telaio. Tutto questo, inizialmente, era pensato per il desktop. Ora però lo stesso pacchetto di funzioni arriva anche sugli smartphone, sia per chi usa iPhone sia per chi ha un dispositivo Android.
L’idea di fondo resta semplice. La compilazione automatica serve a far risparmiare tempo nelle attività online di tutti i giorni, quelle un po’ noiose dove bisogna copiare e incollare gli stessi dati ogni volta. Estendendo queste funzionalità al mobile, Google copre praticamente tutti i fronti dove un utente potrebbe trovarsi a riempire un modulo.
L’integrazione con Wallet e la gestione dei dati personali
La novità più interessante riguarda il legame sempre più stretto tra Chrome e Google Wallet, che vale sia su mobile sia sulla versione desktop del browser. In pratica Chrome è capace di compilare i moduli pescando dai dati salvati in Wallet. Si parla dei dettagli della patente di guida, delle informazioni contenute in un passaporto, del numero della tessera frequent flyer e di altri documenti simili.
Al primo utilizzo questi dati potranno essere salvati direttamente in Chrome, ma sarà sempre l’utente a decidere. Il controllo resta nelle mani di chi usa il browser, e in ogni caso le informazioni vengono protette tramite crittografia. Niente passa di mano senza un consenso esplicito.
Per chi vuole modificare o aggiornare i propri dati, il percorso è abbastanza lineare. Basta andare nelle impostazioni di Google Wallet oppure nella pagina dedicata a password e compilazione automatica all’interno di Chrome. Discorso un po’ diverso, invece, per i documenti personali. Qui rientrano gli ID pass che arriveranno nel corso dell’estate in alcuni Paesi europei, e la loro gestione segue una strada differente.
I pass privati, infatti, vanno gestiti attraverso controlli appositi. Nella schermata con i dettagli e le opzioni del pass su Wallet compare l’opzione per usare il documento personale sui servizi Google. Una scelta pensata per tenere separati i dati più sensibili da quelli di uso più comune, lasciando comunque all’utente la libertà di decidere come e quando utilizzarli.