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Chrome 153 arriva con aggiornamenti ogni due settimane

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Con l’arrivo di Chrome 153 cambia il ritmo con cui Google Chrome si aggiorna. Da oggi il browser passa ufficialmente a un ciclo di rilascio di due settimane, come era stato anticipato all’inizio dell’anno. Una modifica che sulla carta sembra tecnica e poco appariscente, ma che nella pratica ridisegna il modo in cui novità, correzioni e patch di sicurezza arrivano sui dispositivi di chi naviga ogni giorno.

Fino a ieri il calendario era diverso. Gli aggiornamenti principali, quelli che fanno scattare il numero di versione da 100 a 101 per intenderci, uscivano ogni quattro settimane. E prima del 2021 il ritmo era ancora più lento, con un intervallo di sei settimane tra una milestone e l’altra. Il percorso, insomma, va tutto in una direzione: pacchetti più piccoli, ma consegnati con maggiore frequenza.

Chrome 153: cosa cambia con il nuovo ciclo di rilascio

L’obiettivo dichiarato è portare “nuove funzioni, miglioramenti nelle prestazioni e correzioni di bug” in tempi più brevi. Ogni singolo aggiornamento conterrà meno roba rispetto a prima, questo è inevitabile, ma la compensazione arriva dalla cadenza raddoppiata. In sostanza, invece di attendere un mese per una novità già pronta, quella novità raggiungerà gli utenti nel giro di un paio di settimane.

Secondo Google si tratta di un vantaggio che va oltre il singolo browser e riguarda “l’intero web”. Gli sviluppatori, spiega l’azienda, potranno “rilasciare funzionalità web moderne con fiducia, sapendo che le finestre di distribuzione sono più strette, che gli aggiornamenti sull’interoperabilità arrivano rapidamente e che i miglioramenti sulla sicurezza raggiungono gli utenti più in fretta su tutte le piattaforme”. C’è poi un dettaglio meno evidente ma tutt’altro che secondario per chi lavora sul codice: dato che “l’ambito di ogni rilascio è più ristretto”, diventa più veloce isolare le regressioni, cioè capire quale modifica ha rotto qualcosa che prima funzionava.

Sicurezza, aziende e le prossime date

Sul fronte della sicurezza il discorso si fa più diretto. Google sostiene che la nuova frequenza serva a “proteggere contro minacce che si muovono velocemente”, un riferimento esplicito alla crescita dell’intelligenza artificiale e alla rapidità con cui oggi vengono costruiti e diffusi nuovi attacchi. Un ciclo più corto significa, molto banalmente, meno giorni di esposizione tra la scoperta di un problema e la sua correzione sui dispositivi reali.

Chi gestisce parchi macchine aziendali, però, ha esigenze diverse. Testare ogni versione su centinaia o migliaia di postazioni ogni due settimane non è sempre sostenibile, e per questo resta disponibile il canale Extended Stable, che si aggiorna a intervalli di otto settimane. Nel concreto significa passare da Chrome 156 direttamente alla versione 160, saltando le tappe intermedie. Google però mette le mani avanti e chiarisce che la maggior parte degli utenti enterprise dovrebbe restare sul canale Stable classico, quello a due settimane, riservando l’opzione estesa ai contesti che ne hanno davvero bisogno.

Il rilascio di Chrome 153 parte da oggi su desktop, Android e iOS, con la consueta distribuzione progressiva che non raggiunge tutti nello stesso istante. La prossima tappa è già fissata: Chrome 154 sarà disponibile il 22 settembre 2026, a conferma che il nuovo calendario non è una dichiarazione di intenti ma un meccanismo già avviato.

Per chi usa il browser senza mettere mano alle impostazioni, la differenza sarà quasi impercettibile. Gli aggiornamenti continueranno ad applicarsi in background, semplicemente più spesso e con contenuti più leggeri. Il salto di numero di versione, quello che una volta segnalava un evento, diventerà un appuntamento ordinario del calendario. Chrome 155, seguendo la stessa logica, arriverà due settimane dopo il 154.

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