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Da martedì ChatGPT permette di bloccare le chat più delicate, così da tenerle al riparo da occhi indiscreti quando qualcun altro ha accesso allo schermo o al dispositivo. OpenAI ha presentato la novità spiegando che le conversazioni protette si sbloccano con un PIN a quattro cifre oppure, sui dispositivi compatibili, tramite Face ID o Touch ID. Si tratta di una funzione pensata per chi usa l’assistente anche per questioni private e preferisce non lasciarle in bella vista.
La differenza rispetto alle Chat temporanee è piuttosto netta. Quelle aprono una sessione separata che non compare nella cronologia, mentre le Chat bloccate restano salvate e si possono riaprire in qualsiasi momento. Secondo l’azienda l’idea nasce da situazioni molto comuni. Si sta parlando di qualcosa di personale, magari si sta organizzando una sorpresa, e poi capita di passare il telefono a un amico o a un familiare per mostrargli qualcosa in un’altra conversazione. In quei momenti il contenuto riservato rimane chiuso a chiave e nessuno ci finisce sopra per sbaglio.
Cosa protegge davvero il blocco delle conversazioni
Con questo strumento l’app aggiunge un nuovo livello di privacy, ed è una scelta che segue un’abitudine ormai evidente, visto che ChatGPT viene usato sempre più spesso per discorsi intimi. Va detto però che limitare l’accesso non significa sciogliere i dubbi su come vengono conservate o gestite le informazioni sensibili. OpenAI stessa lo chiarisce senza giri di parole. Bloccare una chat non attiva una crittografia end to end e non crea un archivio cifrato a parte. Non cambia nemmeno il periodo per cui la conversazione viene conservata, non cancella ciò che ChatGPT aveva memorizzato prima del blocco e non modifica l’impostazione “Migliora il modello per tutti”.
Una volta protetta, la conversazione si sposta in una sezione dedicata chiamata appunto Chat bloccate. Qui resta separata dalla cronologia normale, dalle conversazioni fissate in alto e perfino dai risultati della ricerca. Chi ha attivato la Memoria troverà un meccanismo curioso, perché la sezione ha una memoria tutta sua condivisa tra le chat che contiene. I messaggi inviati dopo il blocco possono aggiornarla ma non toccano la Memoria principale. In pratica le informazioni emerse nei dialoghi riservati non trapelano in quelli ordinari.
Limiti, piani compatibili e disponibilità
C’è un dettaglio da tenere ben presente prima di affidarsi alla funzione. Reimpostare il PIN comporta la cancellazione definitiva di tutte le chat bloccate, dei file e di qualsiasi altro contenuto protetto dal codice precedente. Non esiste un modo per recuperare quel materiale, quindi conviene ricordarsi bene le quattro cifre scelte.
L’opzione inoltre non si applica a ogni tipo di conversazione. Restano escluse le chat temporanee, quelle archiviate, le conversazioni di gruppo, le chat nate da un link condiviso, quelle con attività programmate e quelle che contengono registrazioni di riunioni. In tutti questi casi il blocco delle chat semplicemente non compare tra le scelte disponibili.
Sul fronte degli abbonamenti la novità arriva su quasi tutti i piani di ChatGPT, cioè Free, Go, Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu. L’unica eccezione indicata dall’azienda è ChatGPT for Healthcare, dove la funzione non sarà presente. Il rilascio è cominciato martedì e procede in modo graduale, per cui è possibile che una parte degli utenti non la veda ancora attiva sul proprio account.
Fonte: TecnoAndroid


