CD Projekt Red ha le idee chiare su cosa vuole diventare nei prossimi anni e, soprattutto, su cosa non vuole essere. Lo studio polacco non ha alcuna intenzione di trasformarsi in una macchina da produzione che pubblica un nuovo titolo ogni dodici mesi, anche se il desiderio di uscire dai lunghissimi silenzi del passato resta forte. A spiegarlo è stato il co amministratore delegato Michał Nowakowski, in un’intervista alla newsletter Knowledge di Edge.
Il concetto, in fondo, è semplice. La compagnia vuole pubblicare di più, ma senza saturare gli scaffali. “Il nostro sogno è realizzare più giochi, anche se non vogliamo trasformarci in uno studio che lancia un grande gioco ogni anno”, ha detto Nowakowski. “Può capitare, ma non è l’obiettivo. Abbiamo un piano decennale di massima, ma lo scopo non è inondare il mercato videoludico con i titoli CDPR. Vogliamo solo creare giochi eccellenti e non intendiamo nemmeno avere una miriade di proprietà intellettuali. Non abbiamo intenzione di crescere in quel modo”.
Una scelta che nasce dal passato
Dietro questa strategia c’è chiaramente il ricordo delle attese infinite che hanno segnato l’ultimo decennio dello studio. Basta pensare ai cinque anni passati tra The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077, un’eternità per chi seguiva da vicino le produzioni della casa. Eppure, anche se Nowakowski frena sull’idea di lanci troppo ravvicinati, la tabella di marcia per il futuro è tutto fuorché vuota.
C’è parecchia carne al fuoco. Tra i progetti già messi in cantiere figura l’espansione Songs of the Past per The Witcher 3, attesa per il prossimo anno. A seguire arriverà il quarto capitolo della saga di The Witcher, accompagnato da due sequel pianificati per i sei anni successivi. E non finisce qui, perché nel calendario trovano spazio anche il remake del primo The Witcher, uno spin off multiplayer, il seguito di Cyberpunk 2077 e una nuova proprietà intellettuale che per ora viaggia sotto il nome in codice Project Hadar.
Più ritmo, ma senza tradire l’identità
Messa così, la rotta sembra abbastanza nitida. Se i primi dieci anni recenti della casa polacca sono stati scanditi da pause lunghe e a volte snervanti per i fan, il prossimo decennio punta a un ritmo decisamente più sostenuto. La differenza sta tutta nell’equilibrio che lo studio dice di voler mantenere, ovvero produrre con maggiore regolarità senza scivolare nella logica della fabbrica annuale.
L’idea di fondo è quella di non snaturare ciò che ha reso riconoscibile CD Projekt Red agli occhi del pubblico. Niente produzione di massa, niente accumulo di brand solo per riempire i listini. Le parole di Nowakowski lasciano intendere una crescita misurata, costruita attorno a poche proprietà intellettuali curate nel dettaglio piuttosto che su una valanga di nuovi titoli sfornati in fretta.