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Alla Monterey Car Week 2026 si è presentata anche una Caterham Seven che sembra fatta apposta per dividere il pubblico tra chi la trova geniale e chi la considera semplicemente scomoda: la Miami Special Edition, una serie speciale nata solo per la pista e realizzata in appena 12 esemplari in tutto il mondo. Due di questi hanno attraversato l’oceano per finire in California, dove vengono proposti ai collezionisti tramite la casa d’aste Bonhams.
Il marchio britannico continua a lavorare su una formula che non cambia da decenni, e che proprio per questo funziona. Poco peso, motore davanti, trazione posteriore, nessuna concessione al comfort. La Miami Special Edition parte dalla base della Seven R e viene configurata senza mezze misure per l’uso in circuito, il che significa sospensioni specifiche, freni dedicati e una scheda tecnica che parla più di chili che di cavalli.
Numeri che contano più della potenza
Sotto il cofano c’è un quattro cilindri 2.0 aspirato di origine Ford, buono per 210 CV a 7.600 giri al minuto e 203 Nm di coppia a 6.300 giri. Niente turbo, niente elettrificazione, niente doppia frizione: la potenza arriva alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a cinque rapporti, con tutto quello che comporta in termini di coinvolgimento alla guida.
Il dato davvero interessante, però, sta altrove. Il peso dichiarato è di 560 kg, una cifra che oggi suona quasi surreale in un panorama di sportive che sfiorano tranquillamente le due tonnellate. Il rapporto peso potenza arriva così a 375 CV per tonnellata, valore da supercar vera. Tradotto in prestazioni: 3,8 secondi per passare da 0 a 100 km/h e una velocità massima di 219 km/h.
Non è un mostro di velocità pura, e non pretende di esserlo. La sensazione al volante di una Caterham così leggera dipende da altro, dalla reattività, dal fatto che ogni movimento del corpo vettura si sente immediatamente. A completare il quadro tecnico ci sono cerchi in lega Apollo da 13 pollici e un impianto frenante con dischi ventilati da 254 mm abbinati a pinze a quattro pistoncini.
Una livrea che guarda alla Florida
Il nome non è casuale e l’estetica lo conferma. Tutti e 12 gli esemplari escono dalla fabbrica verniciati in Aqua, una tonalità chiara accompagnata da una doppia striscia rosa acceso e bianco che corre lungo la carrozzeria. La calandra è bianca e porta il numero 7, mentre nella parte posteriore compaiono la scritta Miami e il profilo del Miami International Autodrome, il circuito cittadino attorno all’Hard Rock Stadium.
Anche dentro l’abitacolo il tema resta lo stesso. La scritta Miami è ricamata sui poggiatesta e una targhetta numerata identifica ogni singola vettura, come si fa con le serie limitate che puntano al valore da collezione. C’è poi un secondo dettaglio che dice molto sul modo di lavorare della casa britannica: nel vano motore compare una targhetta con i nomi e le firme dei due tecnici che hanno assemblato a mano quell’esemplare specifico.
L’appuntamento con il mercato è fissato per il 13 agosto, quando i primi due esemplari della collezione passeranno di mano attraverso una trattativa privata gestita da Bonhams, riservata ai clienti facoltosi già interessati all’acquisto. Nessuna asta al rialzo con paletta alzata, quindi, ma una vendita più discreta, in linea con la natura di una serie limitata pensata per pochissimi.
Resta il fatto che, in un momento in cui quasi tutti i costruttori aggiungono peso, schermi e assistenti elettronici, la Seven Miami Special Edition va nella direzione opposta con una coerenza quasi ostinata. Un telaio essenziale, una leva del cambio da muovere con la mano, 560 kg da spostare e una livrea che sembra uscita da una cartolina della Florida.











